Roma – Una vera e propria rivoluzione verde per l’Italia, capace di coniugare la competitività del settore agricolo con gli obiettivi della transizione energetica. È questo il quadro che emerge con forza dal convegno “Agrivoltaico: un nuovo modello di business per un valore condiviso”, tenutosi oggi a Roma presso l’Auditorium del GSE. Durante l’evento, è stato presentato l’innovativo studio “L’agrivoltaico crea valore condiviso con il territorio”, commissionato dall’Associazione Italiana Agrivoltaico Sostenibile (Aias), presieduta da Enea, e realizzato dalla società di consulenza Althesys Strategic Consultants. I dati parlano chiaro: lo sviluppo dell’agrivoltaico in Italia potrebbe generare ricadute economiche complessive per 11,8 miliardi di euro nell’arco di vita degli impianti (stimato tra il 2025 e il 2059) e portare alla creazione di circa 19.000 posti di lavoro stabili (calcolati su un orizzonte di dieci anni).
Un Nuovo Paradigma: l’Agrivoltaico “Elevato”
Al centro del dibattito vi è il concetto di “agrivoltaico elevato”, una tecnologia che va ben oltre la semplice installazione di pannelli fotovoltaici a terra. Si tratta, come spiegato durante il convegno, di un sistema tecnologico e produttivo integrato, con logiche proprie, che ridefinisce il rapporto tra impresa agricola ed energetica. Questa sinergia permette di ottimizzare l’uso del suolo, generando simultaneamente energia pulita e prodotti agricoli, con benefici che si estendono dall’ambito energetico a quello tecnologico ed economico. Lo studio di Althesys evidenzia come questa configurazione, seppur con un costo di generazione dell’energia (LCOE) leggermente superiore, risulti altamente competitiva grazie ai vantaggi sistemici che è in grado di produrre, con un LCOE integrato stimato tra 40,4 e 53 €/MWh.
Nei primi nove mesi del 2025, il settore ha già mostrato una crescita esponenziale, con lo sviluppo di 11,5 GW di progetti agrivoltaici, di cui 1,4 GW appartenenti alla categoria “elevato”. Questo slancio è stato favorito anche dagli incentivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che ha approvato 747 progetti per un investimento complessivo di oltre 1 miliardo di euro.
Impatto Economico e Sociale: i Numeri della Crescita
L’analisi di Althesys scompone i benefici economici previsti, offrendo un quadro dettagliato del valore generato. Gli 11,8 miliardi di euro stimati si suddividono in:
- 6,6 miliardi di euro di valore aggiunto diretto generato.
- 2,9 miliardi di euro di effetto leva sul resto dell’economia nazionale.
- 2,3 miliardi di euro derivanti da benefici ambientali.
Il solo comparto agricolo nazionale, spesso messo a dura prova da cambiamenti climatici e instabilità dei mercati, potrebbe beneficiare di ricadute dirette e indirette fino a 1,7 miliardi di euro. Questo grazie all’integrazione e diversificazione del reddito per gli agricoltori, alla nascita di nuove opportunità imprenditoriali, alla spinta verso la digitalizzazione delle aziende e alla valorizzazione di colture e terreni oggi trascurati.
La Visione delle Istituzioni
Durante il convegno, figure chiave del panorama energetico e agricolo nazionale hanno sottolineato l’importanza strategica di questo nuovo modello. Giulia Monteleone, direttrice del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti rinnovabili dell’Enea, ha affermato: “Lo studio presentato oggi conferma che l’agrivoltaico elevato rappresenta una delle leve strategiche per coniugare transizione energetica e competitività del settore agricolo per un modello capace di generare valore condiviso per i territori, integrando innovazione, sostenibilità e sviluppo rurale”. Ha inoltre evidenziato la necessità di “politiche abilitative che ne riconoscano il valore tecnologico, ambientale, sociale ed economico e sostengano un quadro normativo chiaro, stabile e orientato alla qualità”.
Anche il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha espresso il suo sostegno, definendo l’agrivoltaico innovativo un “alleato e non nemico dell’agricoltura”, fondamentale per raggiungere gli obiettivi del PNIEC al 2030. Dal canto suo, Paolo Arrigoni, Presidente del GSE, ha rimarcato come il PNRR abbia già impresso una forte accelerazione al settore, posizionando l’Italia tra i protagonisti europei.
Le Sfide Future: Normativa e Certificazioni
Perché il potenziale dell’agrivoltaico si traduca pienamente in realtà, è cruciale superare alcune sfide. Lo studio sottolinea l’urgenza di semplificare le procedure autorizzative e di introdurre strumenti di sostegno dedicati, come aste specifiche che valorizzino le peculiarità di questa tecnologia. Un passo importante in questa direzione è la creazione di un sistema di certificazione che attesti il rispetto di criteri ambientali, agricoli e territoriali. In questo contesto si inserisce la Certificazione Agrivoltaico Sostenibile Aias-Rina, uno strumento pensato per guidare e migliorare la qualità dei progetti.
Il governo si sta già muovendo in questa direzione con il Decreto Agrivoltaico, che mira a installare almeno 1,04 GW di nuova capacità entro il 2026, stanziando incentivi significativi: un contributo in conto capitale fino al 40% dei costi ammissibili e una tariffa incentivante sull’energia immessa in rete. L’obiettivo è creare un quadro normativo stabile che possa attrarre investimenti e garantire uno sviluppo sostenibile e duraturo per un settore che promette di essere uno dei pilastri della futura economia italiana.
