Marsiglia, Francia – Una scena che ha dell’incredibile si è presentata agli occhi di una pattuglia di poliziotti in motocicletta sull’autostrada A50, nel sud della Francia. Un ragazzo di soli 16 anni, senza casco, è stato intercettato mentre viaggiava a una velocità di 90 chilometri orari in sella a una bicicletta elettrica. L’episodio, avvenuto sabato 22 novembre 2025 poco dopo le 13:30 nei pressi di Marsiglia, ha messo in luce i pericoli derivanti dalla manomissione dei veicoli a pedalata assistita e le gravi lacune nella consapevolezza dei rischi da parte dei più giovani.
L’inseguimento e il fermo sull’A50
Secondo quanto riportato dal quotidiano locale La Provence, gli agenti, sbigottiti nel vedere una bicicletta sfrecciare tra le auto e i mezzi pesanti in un’arteria stradale ad alta velocità, si sono immediatamente lanciati all’inseguimento. Raggiunto e fermato il giovane, hanno potuto constatare la natura del veicolo: una mountain bike profondamente modificata, trasformata in un vero e proprio ciclomotore illegale. Agli agenti, l’adolescente, originario della zona, ha fornito una giustificazione tanto semplice quanto allarmante: si era “smarrito”, finendo per imboccare l’autostrada quasi per caso.
Un “mostro” a due ruote: le modifiche illegali
L’analisi del mezzo ha rivelato una realtà sconcertante. La bicicletta, che a prima vista poteva sembrare una normale e-bike, era stata privata dei pedali e dotata di un motore elettrico da ben 5.000 watt, una potenza venti volte superiore al limite legale di 250 W consentito in Francia e in gran parte d’Europa per le biciclette a pedalata assistita. Inizialmente, il ragazzo aveva dichiarato che il motore fosse da 250 W, ma le verifiche hanno svelato la manomissione.
Ma le sorprese non erano finite. Il veicolo era equipaggiato con un tachimetro elettronico da motocicletta che, una volta esaminato, ha mostrato una velocità massima registrata di ben 121 km/h. Una performance da ciclomotore di media cilindrata, ottenuta però da un telaio e, soprattutto, da un impianto frenante non progettati per sopportare simili sollecitazioni. Questo rende tali mezzi estremamente pericolosi, poiché in caso di frenata d’emergenza, i freni potrebbero surriscaldarsi, perdere efficacia o addirittura rompersi.
Le conseguenze legali e i rischi penali
La potente bicicletta elettrica è stata immediatamente posta sotto sequestro. L’adolescente è stato multato per la circolazione in autostrada, vietata ai velocipedi, e per la guida senza casco. Tuttavia, le conseguenze potrebbero essere ben più severe. La legislazione francese è molto dura nei confronti di chi modifica le e-bike. Una legge specifica (Provision L317-1) prevede sanzioni che possono arrivare fino a 30.000 euro di multa e un anno di reclusione per chi utilizza e-bike modificate per superare i limiti di velocità. Sanzioni ancora più aspre sono previste per chi costruisce o commercializza questi veicoli, con pene che possono raggiungere i due anni di carcere.
Un fenomeno in crescita: il “tuning” delle e-bike
L’episodio di Marsiglia non è un caso isolato, ma la punta di un iceberg di un fenomeno sempre più diffuso in tutta Europa, Italia compresa: il “truccaggio” delle bici elettriche. La facilità con cui è possibile reperire online kit di potenziamento spinge molti, soprattutto giovani, a trasformare le loro e-bike in veri e propri “proiettili” a due ruote, ignorando i gravi rischi per la propria sicurezza e per quella degli altri utenti della strada.
Le normative europee sono chiare: una bicicletta a pedalata assistita (pedelec) deve avere un motore con potenza nominale continua massima di 250W e l’assistenza deve interrompersi al raggiungimento dei 25 km/h. Superati questi limiti, il veicolo viene equiparato a un ciclomotore e deve quindi essere omologato, immatricolato, assicurato e guidato con patente e casco.
- Potenza motore: Limite legale 250W vs 5.000W del mezzo sequestrato.
- Velocità: Limite di assistenza alla pedalata 25 km/h vs 90 km/h rilevati e 121 km/h di picco registrato.
- Equipaggiamento: Assenza di casco, targa, assicurazione e omologazione.
Questo episodio riaccende il dibattito sulla necessità di maggiori controlli e di una più efficace campagna di informazione e sensibilizzazione, rivolta in particolare alle nuove generazioni, sui pericoli legati a queste pratiche illegali e sull’importanza del rispetto del Codice della Strada per garantire la sicurezza di tutti.
