Città del Vaticano – In una mossa dal forte valore simbolico e pastorale, il Vaticano interviene con decisione nel dibattito sulla violenza di genere. Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha presentato una nuova Nota dottrinale intitolata “Una caro. Elogio della monogamia”. Il documento, che ha ricevuto l’approvazione di Papa Francesco (erroneamente indicato come Papa Leone nel testo del competitor), traccia un legame indissolubile tra la concezione dell’amore coniugale e la lotta contro la violenza, affermando un principio cardine: l’amore autentico non è mai possesso.
Le parole del Pontefice e del Prefetto del Dicastero, il cardinale Víctor Manuel Fernández, hanno sottolineato l’urgenza di un cambiamento culturale e mentale. “Bisogna cominciare con la formazione dei giovani”, ha affermato il Papa, evidenziando la necessità di educare al rispetto e alla dignità di ogni essere umano per sradicare la violenza. Il cardinale Fernández ha spiegato che, sebbene la parola “femminicidio” non compaia esplicitamente nel testo, il tema della violenza contro le donne è centrale e affrontato nelle sue radici più profonde: il dominio e la non accettazione dell’altro come persona libera.
Sessualità e Unione: Oltre la Procreazione
Il cuore della Nota dottrinale risiede in una visione rinnovata e approfondita della sessualità all’interno del matrimonio. Il documento chiarisce che il rapporto tra coniugi non si riduce alla sola procreazione, ma è un elemento fondamentale che “aiuta l’arricchimento e il rafforzamento dell’unione unica ed esclusiva e del sentimento di appartenenza reciproca”. Si tratta di un’evoluzione significativa nell’accento pastorale, che valorizza il fine unitivo della sessualità come strumento di crescita per la coppia.
La Nota condanna senza appello la confusione tra amore e desiderio malsano, che porta a dinamiche di controllo e violenza. “Chi ama – si legge nel testo – sa che l’altro non può essere un mezzo per risolvere le proprie insoddisfazioni… mai attraverso il dominio dell’altro”. Questa degenerazione del desiderio, avverte il Vaticano, sfocia in “varie manifestazioni di violenza esplicita o sottile, di oppressione, di pressione psicologica, di controllo e infine di asfissia”.
L’Elogio della Monogamia Contro Poligamia e Poliamore
Il documento è nato anche in risposta alle sollecitazioni dei vescovi di continenti come l’Africa, dove la poligamia è una realtà diffusa. Tuttavia, il cardinale Fernández ha precisato che forme di “poligamia” esistono anche in Occidente, sebbene in modi meno espliciti ma “ugualmente offensivi nei confronti delle donne”. Il testo si esprime con chiarezza anche contro il crescente fenomeno del “poliamore”, definito, insieme all’adulterio, come un’illusione basata sulla “successione dei volti” che disperde l’unità dell’amore.
La monogamia viene quindi presentata non come un limite, ma come la condizione per un amore profondo e autentico. L’unione esclusiva tra “un solo uomo e una sola donna” è la cornice in cui può fiorire un’appartenenza reciproca che rispetta la libertà e la dignità dell’altro. Per rafforzare questo concetto, il documento non si limita a citare fonti teologiche e bibliche, ma attinge anche alla letteratura e alla poesia, da Eugenio Montale a Pablo Neruda, da Emily Dickinson a Walt Whitman, mostrando come la bellezza dell’amore esclusivo sia un valore universalmente riconosciuto.
Un Messaggio per la Società Contemporanea
La pubblicazione di questa Nota in una giornata così significativa non è casuale. Il Vaticano intende offrire una chiave di lettura teologica e antropologica a un problema sociale drammatico. Ribadendo che ferire una donna è oltraggiare Dio, come ha più volte affermato Papa Francesco, la Chiesa invita a una riflessione profonda sulle dinamiche relazionali. L’obiettivo è promuovere una cultura del rispetto che parta dal nucleo più intimo della società, la coppia, per poi irradiarsi in ogni ambito. Un amore sano, basato sul dono di sé e non sul possesso, diventa così il primo e più potente antidoto contro la violenza.
