In un’epoca segnata da profonde e repentine trasformazioni, dove l’incertezza macroeconomica si intreccia con le crisi geopolitiche e il progresso tecnologico avanza a passi da gigante, la comunicazione d’impresa si trova a un bivio cruciale. È in questo scenario complesso e in continua evoluzione che si inserisce il nuovo saggio di Salvatore Ricco, “La comunicazione d’impresa nel mondo che cambia – Perché il ruolo dei comunicatori sarà sempre più strategico”, in uscita il 27 novembre per i tipi di FrancoAngeli. Un’opera che, impreziosita dalla prefazione di Mario Calabresi, si propone come una vera e propria bussola per orientarsi nelle sfide comunicative del presente e del futuro.

Un’analisi lucida per un mondo in trasformazione

Con un’esperienza di un quarto di secolo maturata in ruoli manageriali all’interno di importanti realtà italiane come Pirelli, CIR, Snam e Amplifon, Salvatore Ricco, giornalista pubblicista, offre una riflessione acuta e approfondita sul ruolo del comunicatore. L’autore non si limita a una disamina teorica, ma attinge a piene mani dal suo bagaglio di esperienze pratiche per tracciare un quadro esaustivo delle dinamiche che oggi governano la comunicazione aziendale. Il libro si rivolge a una doppia platea: da un lato gli “addetti ai lavori” – comunicatori di professione, imprenditori del settore, docenti e studenti – e dall’altro imprenditori, manager e professionisti che, pur non occupandosi direttamente di comunicazione, ne intuiscono la crescente rilevanza strategica.

Il saggio esplora con meticolosità le aree nevralgiche della comunicazione d’impresa: da quella istituzionale a quella economico-finanziaria, dal marketing di prodotto alla comunicazione interna, fino a toccare temi di stringente attualità come l’employer branding e la gestione delle crisi reputazionali. In un mondo digitale dove, per citare Warren Buffett, “servono davvero solo cinque minuti per distruggere la reputazione di un’azienda”, la capacità di gestire la propria immagine pubblica diventa un asset fondamentale per la sopravvivenza e il successo di qualsiasi impresa, dalla più piccola alla più grande.

La sfida dell’Intelligenza Artificiale e il valore insostituibile del fattore umano

Uno dei nuclei tematici del libro è il confronto con l’Intelligenza Artificiale, definita da Ricco come “la punta dell’iceberg di un mondo più veloce, più volatile e più insidioso”. Lungi dal demonizzare la tecnologia, l’autore ne riconosce le potenzialità, ma al contempo sottolinea con forza come sensibilità, originalità, pensiero critico ed esperienza umana rimangano competenze insostituibili. L’IA può essere uno strumento potente, ma la capacità di interpretare i cambiamenti, costruire relazioni di fiducia e dare un senso profondo alle parole resterà sempre appannaggio dell’essere umano.

Il messaggio di Ricco è un invito all’ottimismo e alla proattività. Invece di temere una riduzione del proprio ruolo, i comunicatori sono chiamati a evolversi, ad acquisire nuove competenze e a riaffermare la propria centralità come “guardiani della reputazione” e “costruttori di fiducia”. Devono imparare a navigare tra l’impatto dei social media, la persistenza delle fake news e il ruolo ancora significativo dei media tradizionali, trasformando le sfide in opportunità.

Un manifesto per il futuro della professione

“La comunicazione d’impresa nel mondo che cambia” si configura, in ultima analisi, come un manifesto per il futuro della professione. Un’esortazione a non abbandonare il campo, ma anzi a coltivarlo con rinnovata passione e competenza. Ricco evidenzia come, in un mondo sempre più complesso, la capacità di comunicare in modo efficace e strategico non solo non verrà sminuita, ma vedrà accrescere la propria importanza.

Il volume si propone di essere una guida pratica e al contempo una fonte di ispirazione, coniugando analisi critica, proposte di rinnovamento e suggestioni per il futuro. Un testo fondamentale per chiunque operi all’interno delle imprese e voglia comprendere a fondo le leve della reputazione e del business, riaffermando la centralità della comunicazione come disciplina umana per eccellenza, capace di fare la differenza in un’era dominata dalle macchine.

Di euterpe

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