Olimpia, Grecia – Il sacro fuoco dei Giochi Olimpici arde di nuovo. In una cerimonia carica di storia e significato, tenutasi questa mattina all’interno del Museo Archeologico di Olimpia, è stata accesa la Fiamma Olimpica che illuminerà i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. L’evento, spostato al chiuso a causa delle avverse condizioni meteorologiche che non hanno permesso il tradizionale rito presso l’antico Tempio di Hera, ha comunque mantenuto intatta la sua solennità, segnando ufficialmente l’inizio del conto alla rovescia per l’appuntamento a cinque cerchi italiano.
Una Cerimonia Solenne alla Presenza delle Massime Cariche
A rendere omaggio a questo momento cruciale è stato un parterre di altissimo livello. Il Presidente della Repubblica Ellenica, Konstantinos Tasoulas, è stato accolto con tutti gli onori da un picchetto della Guardia Presidenziale, i celebri Euzoni, la cui presenza ha aggiunto un tocco di maestosa tradizione all’evento. Ad attenderlo, figure di spicco del mondo sportivo internazionale, tra cui la neopresidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), Kirsty Coventry, visibilmente emozionata alla sua prima cerimonia di accensione. La delegazione italiana era guidata dal Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e dal Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò.
La cerimonia si è aperta con l’esecuzione degli inni Olimpico, Italiano e Greco, interpretati con trasporto dal coro dei bambini della Scuola Italiana di Atene, un momento che ha sottolineato il profondo legame tra le due nazioni. Nei loro interventi, le autorità presenti hanno unanimemente ribadito il messaggio universale di pace e fratellanza che la Fiamma Olimpica porta con sé, un simbolo ancora più potente “in un mondo diviso come quello in cui viviamo”, come ha sottolineato la presidente Coventry.
Il Rito dell’Accensione e i Primi Tedofori
Nonostante il cambio di location, il rituale dell’accensione ha seguito la tradizione. Sebbene non sia stato possibile utilizzare lo skaphia, lo specchio parabolico che concentra i raggi del sole per generare la fiamma, si è ricorso al “fuoco di riserva”, acceso nei giorni precedenti durante le prove generali, garantendo così la continuità di un rito che affonda le sue radici nell’antichità. Per gli antichi Greci, infatti, il fuoco era un elemento divino, un dono di Prometeo agli uomini, e veniva mantenuto perennemente acceso durante le celebrazioni dei Giochi.
Una volta accesa, la fiamma è stata consegnata al primo tedoforo, il canottiere greco Petros Gaidatzis, medaglia di bronzo ai Giochi di Parigi 2024. Subito dopo, il testimone è passato a due leggende dello sport italiano, creando un ponte ideale con le passate edizioni dei Giochi ospitate dal nostro Paese: Stefania Belmondo, indimenticata campionessa dello sci di fondo e ultima tedofora a Torino 2006, e Armin Zoeggeler, leggenda dello slittino con sei medaglie olimpiche al collo. Un passaggio di consegne altamente simbolico che ha dato il via alla prima parte della staffetta in terra greca.
Il Viaggio della Fiamma: Dalla Grecia all’Italia
Il sacro fuoco intraprenderà ora un viaggio di nove giorni attraverso la Grecia, percorrendo circa 2.200 chilometri e toccando sette regioni. Un percorso che culminerà il 4 dicembre ad Atene, presso lo storico Stadio Panathinaiko, dove si terrà la cerimonia di consegna ufficiale della torcia al Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026. Successivamente, la fiamma giungerà a Roma.
Dal 6 dicembre, la torcia inizierà il suo lungo tour italiano, un percorso di 12.000 chilometri che coinvolgerà 10.001 tedofori e toccherà tutte le regioni del Paese. Un’occasione unica per unire l’Italia intera, dalle Alpi alle isole, esaltando lo spirito dei Giochi e condividendone i valori. Il viaggio si concluderà il 6 febbraio 2026 a Milano, con l’accensione del braciere olimpico nello Stadio di San Siro durante la Cerimonia di Apertura, che darà ufficialmente il via alle competizioni.
La Guardia Presidenziale: Custodi della Tradizione
La presenza del picchetto d’onore della Guardia Presidenziale ha impreziosito la cerimonia. Gli Euzoni, con la loro iconica uniforme, sono un simbolo della storia e dell’identità greca. La loro divisa è ricca di significati:
- Il fárion (cappello) rosso simboleggia il sangue versato per la libertà.
- La fustanella (gonnellino) è composta da 400 pieghe, a ricordo dei 400 anni di dominazione ottomana.
- Le tsaroúchia (calzature) con i pompon neri, secondo la leggenda, servivano a nascondere piccole lame.
Questo corpo d’élite, oltre a custodire il Palazzo Presidenziale e il Monumento al Milite Ignoto ad Atene, ha un ruolo prettamente cerimoniale, rappresentando l’onore e la resilienza della nazione ellenica.
