NAPOLI – Una svolta decisa nella lotta all’inquinamento atmosferico. Con l’ordinanza dirigenziale numero 784 del 24 novembre 2025, l’amministrazione comunale di Napoli ha introdotto nuove e più stringenti limitazioni al traffico veicolare, con l’obiettivo primario di tutelare la salute pubblica e migliorare la qualità dell’aria. Il provvedimento, che resterà in vigore fino al 31 marzo 2026, impone un divieto di circolazione dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8:30 e le 18:30, per le categorie di veicoli considerate più inquinanti.

Questa misura si è resa necessaria per contrastare il persistente superamento dei limiti di biossido di azoto (NO₂), come rilevato dalle centraline ARPAC, e per allinearsi alle direttive europee sulla qualità dell’aria, evitando così il rischio di nuove procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea. L’ordinanza si inserisce nel quadro delle azioni previste dal Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria, recependo le sollecitazioni della Regione Campania a fronte di una situazione ambientale che desta “seria preoccupazione”.

Veicoli Interessati dal Divieto: Un’Analisi Dettagliata

La manovra del Comune di Napoli colpisce in maniera significativa il parco circolante più obsoleto e impattante dal punto di vista ambientale. Nello specifico, il divieto di circolazione su tutto il territorio cittadino riguarda:

  • Autovetture e veicoli commerciali di categoria Euro 0 ed Euro 1: Si tratta dei mezzi più datati, immatricolati indicativamente prima del 1° gennaio 1997, che non rispettano le prime normative europee sulle emissioni.
  • Autovetture e veicoli commerciali (categorie N1, N2, N3) ad alimentazione esclusivamente diesel, con categoria emissiva inferiore o uguale a Euro 5: Questa è la restrizione più impattante, estendendo il blocco anche a veicoli relativamente recenti, la cui immatricolazione è avvenuta fino a circa il 2014.
  • Motoveicoli e ciclomotori di categoria inferiore o uguale a Euro 2: Anche il settore delle due ruote è coinvolto, con lo stop ai modelli più inquinanti.

Per verificare la classe ambientale del proprio veicolo, è sufficiente consultare la carta di circolazione (o Documento Unico) oppure utilizzare i servizi online disponibili sul Portale dell’Automobilista.

Mappa delle Esclusioni: Dove si Potrà Circolare

Per non paralizzare completamente la mobilità e garantire il transito su arterie di fondamentale importanza, l’ordinanza prevede specifiche esclusioni dal divieto. La circolazione resterà consentita sui seguenti tratti stradali, anche se ricadenti nel territorio comunale:

  • La rete autostradale cittadina (tratti urbani di A1 e A3).
  • Il raccordo A1 Napoli-Roma.
  • Il raccordo A3 Napoli-Salerno.
  • La strada regionale ex SS 162.
  • Il raccordo di viale Fulco di Calabria.

Queste esclusioni sono state pensate per salvaguardare i flussi di traffico di attraversamento e l’accesso alle principali vie di comunicazione extraurbane.

Le Deroghe: Chi è Esentato dal Blocco

Il provvedimento contempla anche una serie di deroghe per venire incontro a esigenze specifiche e garantire i servizi essenziali. Potranno continuare a circolare, previa esibizione della documentazione richiesta in caso di controllo, diverse categorie di veicoli, tra cui:

  • Veicoli che trasportano persone con disabilità, muniti di regolare contrassegno.
  • Mezzi delle Forze dell’Ordine, di emergenza e soccorso.
  • Veicoli del trasporto pubblico e taxi.
  • Veicoli di servizio di enti pubblici e aziende di servizi di pubblica utilità.
  • Veicoli storici e d’epoca, se in possesso delle certificazioni previste.
  • Mezzi adibiti al trasporto di medicinali e merci deperibili.
  • Veicoli di medici e veterinari in visita domiciliare urgente.

L’elenco completo delle deroghe è dettagliato nel testo dell’ordinanza, a cui si rimanda per una consultazione esaustiva.

Il Contesto: Una Sfida Ambientale e Sociale

La decisione del Comune, firmata dal sindaco Gaetano Manfredi, non è un fulmine a ciel sereno, ma l’atto conclusivo di un percorso volto a fronteggiare una criticità ambientale ormai cronica. Napoli, come altre grandi aree metropolitane italiane, lotta da anni con livelli di inquinanti che superano le soglie di sicurezza per la salute umana. Il biossido di azoto (NO₂), prodotto principalmente dai motori diesel, è uno degli osservati speciali.

La stretta sui diesel fino a Euro 5 rappresenta una delle misure più severe adottate finora in città e solleva interrogativi sull’impatto economico e sociale per migliaia di cittadini e imprese che utilizzano questi veicoli per le loro attività quotidiane. Si apre ora un dibattito sulla necessità di accompagnare tali divieti con adeguate politiche di incentivazione per la sostituzione del parco veicolare, il potenziamento del trasporto pubblico e lo sviluppo di una mobilità urbana realmente sostenibile, che integri sharing mobility, ciclabilità e infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. L’obiettivo è chiaro: rendere l’aria di Napoli più pulita, una sfida che richiede un approccio integrato e la collaborazione di tutte le parti in causa.

Di davinci

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