Un ultimo ciak dal sapore internazionale ha segnato la conclusione delle riprese de “Il profilo dell’altra”, il nuovo atteso lungometraggio firmato dal regista e sceneggiatore Francesco Bruni. La romantica cornice del Pont Neuf a Parigi ha fatto da sfondo, venerdì 21 novembre, alla fine di un percorso produttivo che promette di portare sul grande schermo una storia profondamente radicata nelle dinamiche contemporanee. Il film, che vede protagoniste due attrici di grande talento come Pilar Fogliati e Ginevra Francesconi, è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di successo di Irene Graziosi, edito in Italia da E/O.
Dal romanzo al grande schermo: una collaborazione autoriale
La genesi del film si fonda su una stretta collaborazione tra il mondo letterario e quello cinematografico. Il soggetto è stato infatti sviluppato a quattro mani da Francesco Bruni e dalla stessa autrice del libro, Irene Graziosi, garantendo così una fedeltà allo spirito e alle tematiche dell’opera originale. Bruni ha poi curato in solitaria la stesura della sceneggiatura, mettendo la sua consolidata esperienza al servizio di una narrazione che si preannuncia stratificata e coinvolgente. Il romanzo di Graziosi ha saputo cogliere con sensibilità le contraddizioni e le complessità del nostro tempo, esplorando il mondo dei social media e degli influencer, mettendo in luce “la sua pletora di mestieri inutili, rituali grotteschi, travestimenti e ipocrisie del politicamente corretto, tutte quelle finzioni che coprono i vuoti del pensiero contemporaneo”.
Due mondi a confronto: la trama e le protagoniste
Al centro della vicenda troviamo due figure femminili antitetiche: Antonia e Cecilia. Antonia, interpretata da Pilar Fogliati, è una trentenne colta che, dopo aver pubblicato un libro di successo acclamato dalla critica e vincitore di premi, è caduta in un silenzio creativo inspiegabile, lavorando ora come cameriera in un bar di Milano. All’opposto c’è Cecilia (Ginevra Francesconi), una diciottenne della Milano bene, astro nascente dei social media con milioni di follower, la cui ascesa è attentamente guidata da una nonna tanto elegante quanto severa.
L’incontro tra queste due donne così diverse darà vita a una “relazione travolgente e simbiotica”, un legame intenso che le porterà ad amarsi, soffrire e, infine, a maturare. Il loro rapporto diventerà uno specchio attraverso cui entrambe potranno vedersi per ciò che sono realmente, elaborando il proprio passato e la natura dei loro desideri, fino a confondere i confini delle proprie identità. Un percorso di trasformazione che le renderà persone e donne diverse, offrendo uno spaccato sulle dinamiche di narcisismo, amore e ricerca di sé nell’era digitale.
Un team tecnico d’eccellenza e una produzione ambiziosa
A sostenere la visione di Bruni, un team tecnico di alto profilo. La direzione della fotografia è affidata a Clarissa Cappellani, la scenografia è curata da Ilaria Sadun e i costumi sono di Alberto Moretti. Il suono è nelle mani esperte della fonica Maricetta Lombardo, mentre il ruolo di produttore esecutivo è ricoperto da Francesco Beltrame. La produzione del film è una collaborazione tra Palomar, società del gruppo Mediawan, e Vision Distribution, in partnership con Sky. Vision Distribution si occuperà non solo della distribuzione sul territorio nazionale ma anche delle vendite internazionali, a testimonianza della portata del progetto. L’opera ha inoltre ricevuto il contributo del fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura, un importante riconoscimento del suo valore artistico e culturale.
Location e prospettive future
Le riprese, durate circa cinque settimane, si sono svolte principalmente a Parigi, con il suggestivo Pont Neuf a fare da location chiave, ma hanno toccato anche Roma. Sebbene una data di uscita ufficiale non sia ancora stata comunicata, il film è ora entrato nella fase di post-produzione. L’attesa è alta per un’opera che, attraverso il confronto-scontro tra due generazioni e due modi di intendere la vita e il successo, promette di essere un’acuta riflessione sull’identità, sulle relazioni e sull’impatto pervasivo della cultura digitale nella società contemporanea.
