Un asse sempre più solido, cementato da un fiume di denaro destinato a cambiare il volto del calcio mondiale. La FIFA e l’Arabia Saudita hanno ufficializzato una partnership strategica che vedrà il Fondo Saudita per lo Sviluppo (SFD) stanziare fino a 1 miliardo di dollari (circa 762 milioni di sterline) per finanziare la creazione e l’ammodernamento di infrastrutture calcistiche in tutto il mondo. Un accordo che non solo rafforza la crescente influenza del regno del Golfo nel panorama sportivo internazionale, ma che promette di accelerare lo sviluppo del calcio, con un’attenzione particolare ai paesi emergenti.
Un Memorandum per lo Sviluppo Globale
L’intesa, formalizzata attraverso un Memorandum d’Intesa, prevede l’offerta di prestiti a condizioni agevolate per la “costruzione e la ristrutturazione” di stadi e altre strutture sportive. La priorità, come sottolineato da entrambe le parti, verrà data alle nazioni in via di sviluppo, con l’obiettivo di colmare il divario infrastrutturale che ancora oggi penalizza molte federazioni. L’iniziativa mira a sostenere i governi nazionali nella progettazione e realizzazione di moderni impianti multisportivi che rispettino gli standard internazionali, creando così le condizioni per ospitare competizioni di alto livello e promuovere il calcio a livello locale.
Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha salutato l’accordo come un passo cruciale per la globalizzazione del calcio. “Molte delle nostre federazioni affiliate hanno bisogno di ulteriore supporto per le infrastrutture necessarie per ospitare le competizioni”, ha dichiarato Infantino. “Questo accordo è un passo cruciale per garantire che le nostre federazioni affiliate alla FIFA dispongano delle strutture necessarie per rendere il calcio veramente globale”. Le sue parole riecheggiano la missione della FIFA di sviluppare il calcio in ogni angolo del pianeta, fornendo strumenti concreti per la crescita.
Dall’altra parte, Sultan bin Abdulrahman Al-Marshad, Amministratore Delegato del Fondo Saudita per lo Sviluppo, ha evidenziato come questa partnership elevi l’infrastruttura sportiva a componente centrale dell’agenda di sviluppo del fondo, riconoscendo la capacità unica dello sport di generare occupazione, promuovere il turismo e rafforzare i legami comunitari.
L’Inarrestabile Ascesa Saudita nel Calcio
Questo accordo non è un fulmine a ciel sereno, ma l’ultimo, significativo tassello di una strategia ben definita che vede l’Arabia Saudita protagonista assoluta del calcio mondiale. Una strategia che si inserisce nel più ampio programma “Vision 2030”, voluto dal principe ereditario Mohammed bin Salman per diversificare l’economia del paese, non più dipendente esclusivamente dal petrolio. Lo sport, e il calcio in particolare, è stato identificato come un veicolo fondamentale per raggiungere questo obiettivo.
La fitta rete di relazioni tra la FIFA e Riyadh si è manifestata in una serie di tappe fondamentali:
- Mondiali 2034: L’assegnazione, ormai certa, della Coppa del Mondo maschile del 2034 al regno saudita, candidato unico. Un evento che richiederà investimenti colossali, stimati in centinaia di miliardi di euro, per la costruzione di stadi avveniristici e infrastrutture all’avanguardia.
- Sponsorizzazioni di Prestigio: La compagnia petrolifera statale, Aramco, è diventata un “partner mondiale importante” della FIFA lo scorso anno, con un accordo quadriennale che include la sponsorizzazione dei Mondiali maschili del 2026 e femminili del 2027.
- Fondo Pubblico di Investimento (PIF): Il PIF è stato partner ufficiale della Coppa del Mondo per Club e la sua società spin-off, Surj Sport Investment, ha acquisito una quota di 1 miliardo di dollari nella piattaforma di streaming Dazn.
La presenza di Gianni Infantino a fianco del principe ereditario Mohammed bin Salman durante una visita ufficiale alla Casa Bianca la scorsa settimana, a colloquio con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è un’ulteriore testimonianza della profondità di questa alleanza.
Implicazioni e Prospettive Future
L’iniezione di un miliardo di dollari nelle infrastrutture calcistiche globali avrà senza dubbio un impatto significativo. Per molte nazioni, rappresenterà un’opportunità unica per dotarsi di impianti moderni, stimolare l’economia locale attraverso la creazione di posti di lavoro e offrire ai giovani spazi sicuri per praticare sport. L’iniziativa potrebbe fungere da volano per attrarre ulteriori investimenti, creando un modello di sviluppo sostenibile per lo sport nelle economie emergenti.
Tuttavia, questa crescente simbiosi tra la FIFA e l’Arabia Saudita solleva anche interrogativi. Critiche sono state mosse riguardo alla situazione dei diritti umani nel regno, con accuse di “sportswashing”, ovvero l’utilizzo dello sport per distogliere l’attenzione da questioni interne e migliorare la propria immagine internazionale. L’assegnazione dei Mondiali 2034, in particolare, è avvenuta in un contesto che ha visto la FIFA accusata di aver spianato la strada alla candidatura saudita, sollevando preoccupazioni sulla trasparenza e l’integrità dei processi decisionali.
Indipendentemente dalle controversie, una cosa è certa: l’asse tra Zurigo e Riyadh è destinato a diventare sempre più influente. L’accordo da un miliardo di dollari non è solo un investimento finanziario, ma una mossa geopolitica che posiziona l’Arabia Saudita al centro della mappa del calcio mondiale, con il potere di plasmarne il futuro per i decenni a venire.
