Volantinaggio a Mestre e polemiche
Stamani, davanti alla stazione di Mestre, si è svolto un volantinaggio organizzato dalla Cgil di Venezia, con la partecipazione di altre sigle sindacali, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vicenda del capotreno condannato. L’uomo, reo di aver aggredito un passeggero sprovvisto di biglietto fatto scendere dal treno, è stato condannato per tentata violenza privata a 20 giorni di reclusione, pena poi estinta per prescrizione. Nonostante ciò, il capotreno deve ora affrontare il pagamento di 15mila euro per le spese legali.
L’accusa della Cgil: promesse non mantenute
La Cgil non ha risparmiato critiche nei confronti di Trenitalia e della Regione Veneto. Secondo il sindacato, i dirigenti di Trenitalia hanno espresso a parole sostegno e solidarietà al lavoratore, ma nei fatti hanno negato il pagamento delle spese legali, disattendendo le promesse di assistenza. Anche la Regione Veneto, pur manifestando solidarietà a parole, non ha fornito alcun supporto concreto. “Abbiamo scritto a loro, abbiamo scritto a Trenitalia e ai candidati alla Presidenza della Regione Veneto. Siamo costretti a lanciare una raccolta fondi per il lavoratore dopo aver chiesto, senza aver avuto risposte positive, la cui unica colpa è stata prendere servizio e svolgere il suo lavoro”, ha dichiarato un portavoce della Cgil.
Il silenzio di Trenitalia e Regione Veneto
La Cgil denuncia il silenzio di Trenitalia e, in particolare, del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e dell’Assessora De Berti, che non avrebbero risposto alle richieste di aiuto del sindacato. Questo silenzio, secondo la Cgil, evidenzia una mancanza di responsabilità e di attenzione nei confronti di un lavoratore che si è trovato a dover affrontare conseguenze legali per aver svolto il proprio dovere.
Raccolta fondi: un gesto di solidarietà
Di fronte all’inerzia di Trenitalia e della Regione Veneto, la Cgil ha deciso di lanciare una raccolta fondi per sostenere il capotreno nel pagamento delle spese legali. L’iniziativa mira a dimostrare la solidarietà dei lavoratori e dei cittadini nei confronti di chi si trova in difficoltà a causa del proprio lavoro. La Cgil invita tutti a contribuire alla raccolta fondi, sottolineando l’importanza di sostenere chi si impegna quotidianamente per garantire il corretto funzionamento del servizio ferroviario.
Solidarietà e responsabilità
La vicenda del capotreno condannato solleva importanti questioni sulla responsabilità delle aziende e delle istituzioni nei confronti dei propri dipendenti. Se da un lato è giusto che chi commette errori ne paghi le conseguenze, dall’altro è fondamentale che le aziende e le istituzioni offrano supporto e assistenza ai propri lavoratori, soprattutto quando questi si trovano ad affrontare situazioni difficili a causa del proprio lavoro. La raccolta fondi avviata dalla Cgil rappresenta un gesto di solidarietà importante, ma non deve far dimenticare la necessità di una maggiore attenzione e responsabilità da parte di Trenitalia e della Regione Veneto.
