Un appello per la pace dalla Basilica di San Francesco

Durante la meditazione dei Vespri nella Basilica di San Francesco ad Assisi, al termine dell’assemblea dei vescovi, il Cardinale Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha lanciato un forte appello per la pace. Le sue parole risuonano in un momento storico segnato da conflitti e tensioni internazionali, offrendo una prospettiva di speranza e un invito all’azione.

La Chiesa: madre e artigiana di pace

Il Cardinale Zuppi ha sottolineato che la Chiesa è una madre e, come tale, non può rimanere neutrale di fronte alla sofferenza e alla distruzione causate dalla guerra. “La Chiesa è una madre e non sarà mai neutrale, perché sceglierà sempre la pace”, ha affermato con fermezza. Questa scelta non è un atto di passività, ma un impegno attivo per costruire un mondo più giusto e fraterno. La Chiesa, ha aggiunto, “non pregherà per la vittoria, ma per la pace, che è l’unica vittoria”.

Oltre la tregua: una pace duratura per tutti

Il Presidente della CEI ha messo in guardia contro una concezione riduttiva della pace, intesa semplicemente come una tregua tra conflitti. “La pace è di tutti, non di qualcuno!” e “non vogliamo che la pace sia una tregua”, ha dichiarato, evidenziando la necessità di un impegno costante e condiviso per costruire una pace duratura, fondata sulla giustizia, il rispetto e la solidarietà.

Le armi dell’amore contro la logica della forza

Il Cardinale Zuppi ha invitato a combattere la logica della forza con le “armi dell’amore”, le uniche capaci di sconfiggere “il demone e i demoni che si impadroniscono del mondo e dei cuori delle persone”. Ha citato le parole del Presidente Mattarella, il quale ha interrogato la coscienza collettiva chiedendo “Quanti morti occorreranno ancora, prima che si cessi di guardare alla guerra come strumento per risolvere le controversie tra gli Stati?”.

Essere cristiani: pacifici e pacificatori

L’arcivescovo di Bologna ha ricordato che il cristiano è chiamato ad essere “artigiano di pace”, pacifico e pacificatore, capace di “mettere la spada nel fodero” e di vincere “ogni seme di inimicizia”. Citando Gesù, il “non violento”, Zuppi ha sottolineato che la pace è un dono che riconcilia tutte le cose e rappacifica “con il sangue della sua croce gli esseri della terra e quelli del cielo”.

Un messaggio di speranza in tempi di conflitto

Le parole del Cardinale Zuppi offrono un messaggio di speranza e un invito alla responsabilità in un momento storico particolarmente complesso. La sua enfasi sulla pace come unica vera vittoria e sull’importanza di combattere la logica della forza con le armi dell’amore risuona come un appello urgente a riscoprire i valori fondamentali della convivenza civile e della solidarietà umana.

Di veritas

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