Un anno di silenzio e attesa

Sono passati 365 giorni da quando Alberto Trentini, cooperante veneziano di 46 anni, è stato arrestato e rinchiuso in un carcere di Caracas. Un anno trascorso in isolamento, con contatti limitatissimi con l’Italia e senza il conforto dei suoi cari. La situazione è resa ancora più drammatica dall’assenza di un processo formale e da accuse vaghe di “cospirazione”, che non hanno mai trovato fondamento.

Mobilitazione a Milano per la liberazione

In occasione del primo anniversario dell’arresto, oggi, sabato 15 novembre, si terrà una conferenza stampa a Milano, presso la sala stampa del Comune, per rilanciare l’appello alla liberazione di Alberto Trentini. L’evento rappresenta un’ulteriore occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare un intervento concreto da parte delle autorità competenti.

L’appello disperato della madre

Armanda Colusso Trentini, madre del cooperante, ha lanciato un accorato appello sulle pagine di Repubblica: “È passato un anno da quando Alberto è stato arrestato in Venezuela, un anno di attesa insopportabile per lui e per noi”. La madre esorta a non abbandonare la battaglia per la liberazione del figlio, sottolineando come solo una forte pressione mediatica possa smuovere chi ha il potere di agire. “Alberto ha dedicato la sua vita agli altri e ora è lui ad aver bisogno di voi: scrivete, parlatene, insistete, perché chi deve decidere lo faccia senza più tentennamenti, come è successo per altri nostri connazionali”.

Una vita dedicata alla cooperazione internazionale

Alberto Trentini ha dedicato la sua vita alla cooperazione internazionale, lavorando con la ong francese ‘Humanity and Inclusion’ a sostegno delle persone con disabilità. La sua esperienza pluridecennale lo ha portato a operare in zone di crisi e in diversi territori del mondo, mettendo a disposizione le sue competenze e il suo impegno. Gli organizzatori dell’evento milanese sottolineano come Alberto abbia sempre lavorato per gli altri e come ora sia fondamentale che “gli altri” si mobilitino per salvargli la vita.

Isolamento e difficoltà di contatto

Dal momento dell’arresto, Alberto è rinchiuso in carcere e ha potuto usufruire di rarissimi e brevissimi contatti con la famiglia, gli avvocati e i rappresentanti consolari. Questa situazione di isolamento aggrava ulteriormente le sue condizioni e rende ancora più urgente un intervento risolutivo.

I partecipanti all’evento di Milano

All’incontro di Milano, coordinato dal presidente dell’Associazione Articolo 21 Beppe Giulietti, parteciperanno la madre di Alberto, Armanda Colusso Trentini, e l’avvocata Alessandra Ballerini. Saranno presenti anche Paolo Perucchini, presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, e Riccardo Sorrentino, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia. La presenza di queste figure istituzionali sottolinea l’importanza della vicenda e l’impegno della società civile per la liberazione di Alberto Trentini.

Un appello alla giustizia e all’umanità

La vicenda di Alberto Trentini è un monito sulla fragilità dei diritti umani e sulla necessità di un impegno costante per la loro tutela. Un anno di detenzione senza un processo equo è una ferita profonda per la giustizia e per la dignità umana. L’appello della madre e la mobilitazione a Milano rappresentano un grido di speranza e un invito a non dimenticare Alberto, affinché possa tornare presto libero e riabbracciare i suoi cari.

Di veritas

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