La proposta di matrimonio e il rifiuto
Michele Nicastri, l’uomo che ha confessato l’omicidio di Marco Veronese avvenuto a Collegno, aveva chiesto alla ex compagna della vittima di sposarlo. La proposta era arrivata lo scorso febbraio, appena un mese dopo l’inizio della loro relazione. La donna, tuttavia, aveva rifiutato, spiegando di non essere pronta a causa della complicata causa in corso con Veronese per l’affidamento dei figli. Questi dettagli sono emersi dall’ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari (GIP) Beatrice Bonisoli ha convalidato il fermo di Nicastri, sottolineando la sua “elevata pericolosità sociale” e la sua decisione di risolvere “in prima persona” i problemi tra la compagna e Veronese.
Le richieste di controllo e l’investigatrice privata
La donna ha ammesso di aver chiesto a Nicastri di seguire Veronese in diverse occasioni. Inizialmente, la richiesta era motivata dalla necessità di verificare se l’ex compagno utilizzasse seggiolini adeguati per i bambini, poiché aveva intenzione di portarli al mare. Richieste simili erano state fatte anche in seguito, per controllare se Veronese stesse ristrutturando casa o per verificare la sua presenza all’asilo dei bambini. Nel frattempo, Nicastri aveva acquistato una casa con l’intenzione di andare a vivere insieme alla donna. Ulteriormente, è emerso che la donna aveva assunto un’investigatrice privata per seguire Veronese, un’attività che si è interrotta solo 35 minuti prima dell’omicidio, quando Nicastri si trovava già nei pressi dell’abitazione della vittima.
Le indagini e la posizione della donna
La donna, assistita dall’avvocato Stefano Castrale, sostiene di non essere stata a conoscenza delle intenzioni di Nicastri di appostarsi sotto casa di Veronese. Inizialmente, aveva omesso agli investigatori la sua relazione con Nicastri, giustificandosi con il fatto di non essere stata esplicitamente interrogata in merito. Nei prossimi giorni, i Ris di Parma effettueranno una consulenza tecnica per analizzare diversi reperti, tra cui il furgone utilizzato da Nicastri, alcuni capi di abbigliamento e un coltello. Nicastri è difeso dagli avvocati Luca Calabrò e Chiara Gatto.
Una spirale di ossessione e controllo
L’omicidio di Marco Veronese appare come il tragico culmine di una spirale di ossessione e controllo. La proposta di matrimonio prematura, le richieste di pedinamento e l’assunzione di un’investigatrice privata delineano un quadro inquietante di dinamiche relazionali disfunzionali. Sarà fondamentale accertare il ruolo e la consapevolezza della ex compagna di Veronese in questa vicenda, al fine di fare piena luce sulla verità e garantire giustizia alla vittima.
