Nascita del Comitato “Cittadini per il Sì”
Il panorama dei comitati impegnati nella campagna referendaria sulla riforma della giustizia si arricchisce con la nascita di “Cittadini per il Sì”, il settimo comitato a scendere in campo. Alla guida di questa nuova formazione troviamo Francesca Scopelliti, figura nota per essere stata la compagna di Enzo Tortora e senatrice. Scopelliti, insieme al giudice Giuseppe Cioffi, all’ex pm Antonio Rinaudo e a un gruppo di avvocati, giornalisti, professori e vittime di errori giudiziari come Antonio Lattanzi e Diego Olivieri, si pone l’obiettivo di sostenere attivamente il Sì al referendum.
“Il referendum è l’occasione per dire basta a un sistema che tutela privilegi, invece dei cittadini e il nostro comitato chiama tutti a unirsi: è il momento di agire, non di aspettare”, ha dichiarato Scopelliti, sottolineando l’urgenza di un cambiamento nel sistema giudiziario.
Mobilitazione Sbilanciata verso il Sì
Al momento, la mobilitazione in vista del referendum appare nettamente sbilanciata a favore del Sì. Sei comitati su sette si schierano apertamente per confermare la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, l’istituzione del doppio Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) con il sistema del sorteggio per la scelta dei componenti, e la creazione di una Corte disciplinare per i magistrati. Queste misure sono state introdotte dalla riforma costituzionale approvata il 30 ottobre.
Il Fronte del No: L’Associazione Nazionale dei Magistrati in Solitaria
Sul fronte opposto, l’unico comitato per il No, denominato ‘Giusto dire No’, è promosso dall’Associazione Nazionale dei Magistrati (ANM) ed è guidato dal costituzionalista e penalista Enrico Grosso. Gaia Tortora, figlia del noto conduttore Rai, ha scelto di non aderire né guidare alcun comitato, mantenendo una posizione indipendente nonostante la sua storica battaglia contro la malagiustizia.
Strategie e Tattiche in Vista del Voto
Entrambi i fronti si preparano a una intensa campagna di mobilitazione, che prevede incontri, convegni, interviste e partecipazioni televisive nei prossimi mesi. Il voto referendario è previsto, secondo le indicazioni del Guardasigilli Carlo Nordio, per marzo o aprile 2026.
Un confronto televisivo tra il ministro Nordio e il presidente dell’ANM, Cesare Parodi, inizialmente ventilato, sembra essere sfumato. Parodi ha motivato la sua decisione affermando che tale confronto rappresenterebbe una “contrapposizione politica fra governo e magistratura, che non trova riscontro nella realtà”. Nordio, tuttavia, si è dichiarato disponibile a uno o più confronti, sostenendo che il referendum non debba essere politicizzato, ma mantenuto nell’ambito tecnico costituzionale e giuridico.
Posizionamenti Politici e Comitati di Partito
Oltre ai comitati civici, anche le forze politiche stanno prendendo posizione. I progressisti del “campo largo” (Pd, M5s e Avs) si schierano apertamente per il No, pur senza l’intenzione di creare un comitato partitico o di coalizione. Nel centrodestra, Noi Moderati rappresenta un’eccezione, avendo annunciato la nascita di un comitato guidato dal penalista Gaetano Scalise. Il battesimo del comitato è previsto durante l’assemblea del partito, in programma dal 28 al 30 novembre.
Altri Comitati per il Sì: Fondazione Einaudi, Comitato Vassalli e Radicali
Tra i comitati per il Sì, si segnalano la Fondazione Einaudi, che ha lanciato il comitato “Sì Separa” (guidato da Gian Domenico Caiazza e sostenuto da Antonio Di Pietro), e il comitato intitolato a Giuliano Vassalli, a cui hanno aderito gli ex ministri Claudio Signorile e Salvo Andò, insieme a Fabrizio Cicchitto. Le Camere penali hanno costituito un comitato di natura più tecnica, che gode dell’appoggio della fondazione Tortora. Infine, un comitato a trazione radicale, presieduto dall’avvocato Giorgio Spangher, sarà ufficializzato a breve in una conferenza stampa, ponendo l’accento sui valori di Tortora, Pannella e Sciascia.
Riflessioni sulla Polarizzazione del Dibattito
La polarizzazione del dibattito referendario sulla giustizia, con una prevalenza di comitati per il Sì e una netta divisione tra le forze politiche, solleva interrogativi sulla possibilità di un confronto sereno e costruttivo. È fondamentale che la discussione si concentri sui contenuti della riforma, evitando strumentalizzazioni politiche e garantendo un’informazione completa e imparziale ai cittadini, affinché possano esprimere un voto consapevole.
