La definizione di Infobulimia: un neologismo per l’era dell’information overload

L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani ha recentemente arricchito il vocabolario della lingua italiana con un nuovo termine: ‘infobulimia’. Questa parola, entrata ufficialmente nel lessico comune, descrive la condizione di sovraccarico cognitivo derivante dalla continua esposizione a una quantità eccessiva di informazioni. La definizione fornita da Treccani sottolinea come questo fenomeno possa generare confusione e frustrazione in chi cerca e accede alle informazioni, evidenziando un problema sempre più diffuso nella società contemporanea.

Le radici del termine: dall’inglese ‘information overload’ al contesto italiano

Il termine ‘infobulimia’ trae ispirazione dall’espressione inglese ‘information overload’, coniata nel 1964 dal politologo Bertram Myron Gross. Questa locuzione, tradotta in italiano come ‘sovraccarico cognitivo’, si riferisce a una situazione in cui si ricevono troppe informazioni contemporaneamente, rendendo difficile elaborarle in modo chiaro e coerente. L’adozione del termine ‘infobulimia’ in italiano riflette la crescente consapevolezza di questo problema anche nel contesto nazionale, dove la sovrabbondanza di notizie e dati può generare disorientamento e difficoltà di discernimento.

Applicazioni e contesti d’uso: dalla dipendenza da connessione alla ricerca online

Le prime attestazioni dell’uso del termine ‘infobulimia’ risalgono agli ultimi vent’anni e si sono sviluppate in diversi contesti. Inizialmente, il termine è stato utilizzato nell’ambito delle psicopatologie associate alla dipendenza da connessione, per descrivere la ricerca compulsiva di informazioni online. Successivamente, è stato impiegato nel settore dei media per indicare la rapida ingestione e rigetto di notizie senza un’adeguata elaborazione, come evidenziato da Leonardo Mala su Repubblica.it nel 2009. Più recentemente, ‘infobulimia’ è stato associato alle pratiche di ricerca online, che spesso si traducono in una perdita di tempo, energie e in un senso di frustrazione, come osservato da R. Guelfi e F. Saviano nel loro libro del 2024.

L’importanza della selezione critica: un appello all’essenzialità e all’autenticità

La registrazione del neologismo ‘infobulimia’ da parte di Treccani sottolinea la crescente necessità di sviluppare competenze di selezione, interpretazione e valutazione critica delle informazioni. In un’epoca dominata dall’abbondanza e dall’immediatezza, è fondamentale saper distinguere le fonti affidabili da quelle inaffidabili, le notizie rilevanti da quelle superflue. Questo appello alla responsabilità nella comunicazione è stato ripreso anche da Papa Francesco, che in occasione del Giubileo della Comunicazione ha sottolineato l’urgenza di contrastare la bulimia informativa attraverso essenzialità, credibilità e autenticità.

Riflessioni sull’infobulimia: un problema culturale e sociale

L’infobulimia non è solo un problema individuale, ma anche un fenomeno culturale e sociale che riflette le dinamiche complesse dell’era digitale. La sovrabbondanza di informazioni, unita alla velocità con cui queste circolano, mette a dura prova la nostra capacità di elaborazione e di discernimento. È necessario promuovere una maggiore consapevolezza di questo fenomeno e sviluppare strategie efficaci per contrastare il sovraccarico informativo, promuovendo un accesso più consapevole e critico alle fonti di informazione.

Di euterpe

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