Un borgo fantasma che rinasce: la storia di Tatti al Festival dei Popoli
La storia di Tatti, un piccolo borgo nella Maremma grossetana, è una di quelle storie che scaldano il cuore e infondono speranza. Abbandonato e dimenticato, questo paese fantasma ha trovato una nuova vita grazie alla visione di Ruedi Gerber, un filmmaker e produttore che nel 1992 ha deciso di stabilirsi qui, trovando un luogo di straordinaria bellezza ma anche di profonda solitudine.
Il documentario ‘Tatti, paese di sognatori’, diretto dallo stesso Gerber, racconta questa incredibile trasformazione e sarà presentato in anteprima italiana alla 66/a edizione del Festival dei Popoli, il 9 novembre al cinema La Compagnia di Firenze. Successivamente, il film uscirà nelle sale italiane a partire da marzo 2026, distribuito da Lo Scrittoio-Cinema D’Autore.
Dalla tragedia alla rinascita: la storia di Tatti
La storia di Tatti è segnata da un passato doloroso. Nell’immediato dopoguerra, il borgo contava 1.500 abitanti e una fiorente comunità dedita all’agricoltura e alla miniera. Tuttavia, la tragedia mineraria di Ribolla del 4 maggio 1954, in cui persero la vita 43 minatori, segnò l’inizio del declino. Molti abitanti di Tatti persero la vita in quella tragedia, e la speranza del borgo iniziò a vacillare.
A seguito della tragedia, l’emigrazione verso le fabbriche del boom economico svuotò progressivamente il paese, trasformandolo in un borgo fantasma. Ma la storia di Tatti non si è conclusa qui. Grazie all’impegno di Gerber e alla collaborazione dei nuovi e vecchi residenti, Tatti è diventato un modello di partecipazione e sostenibilità.
Un laboratorio di ricreazione: il modello Tatti
Gerber ha trasformato Tatti in un vero e proprio ‘laboratorio di ricreazione’, un luogo dove si sperimentano nuove forme di convivenza e di sviluppo sostenibile. Il regista è diventato anche imprenditore locale, avviando un progetto incentrato sulla produzione biodinamica di vino, olio, miele e grani antichi.
L’obiettivo è quello di recuperare le terre abbandonate e di riscoprire la collaborazione per costruire un futuro condiviso. A Tatti, vecchi e nuovi residenti lavorano insieme per preservare le tradizioni, promuovere l’accoglienza e valorizzare le risorse del territorio.
Un inno all’accoglienza e alla resilienza
Il documentario ‘Tatti, paese di sognatori’ non è un semplice reportage, ma un vero e proprio inno all’accoglienza, alla sostenibilità e all’amicizia. Gerber celebra la ‘resilienza’ e il ‘coraggio’ dei protagonisti di questa storia, che hanno saputo trasformare un luogo di abbandono in un esempio di rinascita comunitaria.
A testimonianza del forte legame con il paese, ben tre pullman con 120 ‘tatterini’ accompagneranno il regista a Firenze per la proiezione del film. Un segno tangibile dell’orgoglio e dell’attaccamento a questa comunità che ha saputo reinventarsi e trovare una nuova identità.
Un modello per il futuro
La storia di Tatti è un esempio di come la volontà e la collaborazione possano trasformare un luogo di abbandono in un modello di comunità sostenibile. In un’epoca segnata dalla globalizzazione e dallo spopolamento delle aree rurali, Tatti dimostra che è possibile invertire la tendenza e costruire un futuro basato sulla valorizzazione delle tradizioni, sull’accoglienza e sulla cura del territorio. Un esempio da seguire e da replicare in altri contesti.
