Un mercato in forte espansione

Il settore dei Big Data in Italia continua a crescere a ritmi sostenuti, superando la soglia dei 4 miliardi di euro nel 2024. La crescita, pari al 20%, evidenzia un interesse crescente delle aziende italiane verso l’analisi dei dati e le tecnologie ad essa connesse. Tuttavia, la ricerca dell’Osservatorio Big Data & Business Analytics del Politecnico di Milano mette in luce come la capacità di tradurre questo interesse in valore concreto sia ancora limitata, soprattutto per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale (IA).

IA: Un potenziale inespresso

Nonostante l’entusiasmo per l’IA, molte aziende italiane non sono ancora pronte a sfruttarne appieno i benefici. Secondo la ricerca, le principali cause di questa difficoltà sono da ricercarsi in architetture dati inadeguate e nell’assenza di una governance chiara sui dati e sui processi. In altre parole, le aziende spesso non dispongono delle infrastrutture e delle competenze necessarie per gestire e analizzare efficacemente i grandi volumi di dati richiesti per l’addestramento e l’implementazione di modelli di IA.

I settori trainanti e le aree di miglioramento

Un quarto del mercato dei Big Data è rappresentato dalle infrastrutture e dalle soluzioni di Intelligenza Artificiale generativa. I servizi (+27%) registrano la crescita più elevata, seguiti da banche (+22%), assicurazioni e manifattura (+21%). La Pubblica Amministrazione, invece, cresce a ritmi più lenti (+17%).

La ricerca evidenzia inoltre che solo il 38% delle grandi aziende ha definito una strategia di valorizzazione dei dati, mentre appena una su cinque ha nominato un Chief Data Officer (CDO), figura chiave per la gestione e la governance dei dati. Inoltre, oltre un quarto delle grandi aziende non ha ancora avviato un progetto di advanced analytics, un’area fondamentale per estrarre valore dai dati.

PMI: Crescita nell’analisi dati, ma con limiti

Nel 2025, si prevede che l’89% delle piccole e medie imprese italiane svolgerà attività di analisi dei dati, con un aumento di 10 punti percentuali rispetto al 2024. Tuttavia, la ricerca sottolinea che questa crescita spesso si traduce in pratiche occasionali, realizzate tramite fogli elettronici e senza figure dedicate. Questo approccio, seppur utile in alcuni contesti, non permette di sfruttare appieno il potenziale dei dati e di competere efficacemente con le aziende più strutturate.

Data Platform: Un’opportunità non sfruttata appieno

L’87% delle grandi aziende ha costruito una ‘data platform’, un’infrastruttura tecnologica centralizzata per la gestione e l’analisi dei dati. Tuttavia, poche realtà riescono a governare in modo completo l’intero ciclo di vita del dato, dalla sua acquisizione alla sua elaborazione e visualizzazione. Questa mancanza di governance rappresenta un ostacolo significativo alla generazione di valore attraverso l’IA, poiché impedisce di garantire la qualità, l’affidabilità e la sicurezza dei dati.

L’importanza dell’integrazione tra dati e IA

Come sottolinea Carlo Vercellis, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Big Data & Business Analytics, “Oggi nelle organizzazioni dati e intelligenza artificiale non possono più viaggiare su binari separati. È necessario integrarle in modo sinergico”. In mancanza di questa integrazione, il potenziale valore dell’IA rischia di rimanere inespresso o addirittura creare nuovi rischi per le aziende. È quindi fondamentale che le aziende italiane investano in infrastrutture dati adeguate, definiscano una governance chiara sui dati e sui processi e sviluppino le competenze necessarie per sfruttare appieno il potenziale dell’IA.

Considerazioni Finali: Un’opportunità da non perdere

La crescita del mercato dei Big Data in Italia è un segnale positivo, ma è fondamentale che le aziende italiane superino le sfide attuali per poter sfruttare appieno il potenziale dell’IA. Investire in infrastrutture dati, governance e competenze è essenziale per trasformare i dati in valore e competere con successo nel mercato globale. Ignorare questa opportunità significherebbe perdere un vantaggio competitivo cruciale.

Di davinci

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