Le parole del Ministro Urso
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato che la Costituzione italiana non permette la nazionalizzazione di un impianto siderurgico come l’ex Ilva di Taranto. Urso ha precisato che la Carta costituzionale consente la nazionalizzazione solo in tre casi specifici: imprese di produzione energetica, imprese in regime di monopolio e servizi pubblici essenziali. Nessuna di queste condizioni si applica all’impianto siderurgico di Taranto.
L’intervento dello Stato: partecipazione alla gara
Nonostante il divieto di nazionalizzazione, Urso ha sottolineato che lo Stato, attraverso i suoi strumenti finanziari, può partecipare alla gara per l’acquisizione dell’impianto. Questo permetterebbe allo Stato di esercitare un controllo pubblico sull’acciaieria, attualmente in amministrazione straordinaria. Urso ha ricordato che una simile strategia era stata tentata nella precedente gara, quando Cassa Depositi e Prestiti aveva partecipato a una delle cordate, poi risultata perdente contro l’offerta di Mittal.
Aggiornamenti futuri e piani per Taranto
Il Ministro Urso ha annunciato che martedì 11 novembre sarà presentato un aggiornamento sullo stato dei negoziati con i soggetti interessati all’acquisizione degli impianti. Saranno inoltre illustrate le modalità di realizzazione del DRI (Direct Reduced Iron) a Taranto e le strategie per l’approvvigionamento di gas necessario per gli impianti DRI e i forni elettrici.
Il precedente tentativo di Cassa Depositi e Prestiti
Nella precedente gara per l’ex Ilva, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) aveva partecipato attivamente a una delle cordate in competizione per l’acquisizione dell’acciaieria. La presenza di CDP mirava a garantire un maggiore controllo pubblico sull’impianto, considerato strategico per l’economia italiana. Tuttavia, nonostante l’impegno di CDP, la cordata guidata da Mittal si aggiudicò la gara, portando alla gestione attuale dell’acciaieria.
Il ruolo del DRI e l’approvvigionamento di gas
Il DRI (Direct Reduced Iron) è una tecnologia che consente di produrre acciaio utilizzando gas naturale invece del carbone, riducendo significativamente le emissioni di CO2. L’implementazione del DRI a Taranto è un elemento chiave del piano di decarbonizzazione dell’acciaieria. Per garantire il funzionamento degli impianti DRI e dei forni elettrici, è necessario un approvvigionamento costante e affidabile di gas naturale. Il governo sta lavorando per assicurare le forniture necessarie, valutando diverse opzioni, tra cui accordi con fornitori esteri e lo sviluppo di infrastrutture per il trasporto del gas.
Considerazioni sul futuro dell’ex Ilva
La situazione dell’ex Ilva è complessa e delicata, con implicazioni economiche, sociali e ambientali significative. La partecipazione dello Stato alla gara per l’acquisizione, pur non configurandosi come nazionalizzazione, potrebbe rappresentare una soluzione per garantire un futuro sostenibile all’acciaieria, salvaguardando i livelli occupazionali e promuovendo la transizione verso tecnologie più verdi. Resta fondamentale che qualsiasi decisione sia presa nel rispetto della Costituzione e tenendo conto degli interessi di tutte le parti coinvolte.
