Ftse Mib in leggero rialzo, A2a protagonista
La Borsa di Milano ha chiuso la giornata con un cauto ottimismo, con il Ftse Mib che segna un +0,11% a 43.223 punti. A guidare la crescita è stata A2a (+7,2%), sostenuta dalla raccomandazione ‘overweight’ di Morgan Stanley. Gli analisti della banca d’affari americana puntano sul potenziale di crescita legato ai nuovi data center previsti a Milano, un’iniziativa che potrebbe rafforzare la posizione dell’azienda nel settore energetico e tecnologico.
Anche Italgas ha mostrato una buona performance (+2,3%) dopo la pubblicazione dei conti e la presentazione di un piano di investimenti da 16,5 miliardi di euro. Questo piano ambizioso mira a modernizzare e ampliare la rete di distribuzione del gas, contribuendo alla transizione energetica e alla digitalizzazione delle infrastrutture.
Tra gli altri titoli in rialzo si segnalano Tenaris (+2,1%), Leonardo (+2,36%) e Unipol (+2%). Tenaris beneficia del contesto favorevole per il settore dell’energia, mentre Leonardo continua a crescere grazie ai contratti nel settore della difesa e aerospaziale. Unipol, invece, si conferma solida nel settore assicurativo.
Campari in calo dopo il sequestro di azioni
Sul fronte opposto, Campari ha subito un calo del 2,4% nella prima seduta dopo il sequestro di azioni per quasi 1,3 miliardi di euro in capo alla holding lussemburghese Lagfin. La vicenda ha creato incertezza tra gli investitori, preoccupati per le possibili conseguenze sulla governance e sulla strategia del gruppo.
La speranza del mercato è che la holding dei Garavoglia, azionista col 52% del capitale e l’83% dei diritti di voto del gruppo dello Spritz, possa trovare un accordo transattivo con il Fisco, come avvenuto in passato per Exor. Un accordo simile potrebbe rasserenare gli animi e limitare l’impatto negativo sulla quotazione del titolo.
Tra gli altri titoli in calo si segnalano Tim (-2,3%) e Ferrari (-1,96%). Tim continua a risentire delle difficoltà del settore delle telecomunicazioni, mentre Ferrari ha subito una correzione dopo i recenti rialzi.
Dettagli sul sequestro di azioni Campari
Il sequestro di azioni Campari, pari a quasi 1,3 miliardi di euro, ha colpito la holding lussemburghese Lagfin, di proprietà della famiglia Garavoglia. L’azione è stata intrapresa dalle autorità fiscali italiane nell’ambito di un’indagine più ampia su presunte irregolarità fiscali. La holding detiene una partecipazione significativa in Campari, con il 52% del capitale e l’83% dei diritti di voto, il che rende la situazione particolarmente delicata per il futuro del gruppo.
La speranza degli investitori è che la famiglia Garavoglia possa negoziare un accordo con il Fisco, simile a quello raggiunto da Exor in passato. Un accordo transattivo potrebbe limitare l’impatto negativo sulla quotazione del titolo e garantire una maggiore stabilità per l’azienda.
Al momento, Campari non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda, ma si prevede che la società seguirà da vicino gli sviluppi della situazione e prenderà le misure necessarie per proteggere i propri interessi.
Un mercato diviso tra opportunità e incertezze
La chiusura odierna di Piazza Affari riflette un mercato diviso tra opportunità e incertezze. Da un lato, la crescita di A2a e Italgas dimostra la fiducia degli investitori nei settori dell’energia e delle infrastrutture. Dall’altro, il calo di Campari evidenzia come le questioni fiscali e legali possano influenzare negativamente la performance di un titolo, anche se si tratta di un’azienda solida e con un marchio riconosciuto a livello internazionale. Sarà fondamentale monitorare gli sviluppi futuri per capire se il mercato riuscirà a superare queste incertezze e a riprendere un percorso di crescita stabile.

