Un Allarme Globale per la Libertà di Stampa
In occasione della Giornata internazionale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti, Reporter Senza Frontiere (RSF) ha lanciato un allarme preoccupante: nel 2025, ben 34 figure potenti e organizzazioni si sono distinte come ‘predatori della libertà di stampa’. Questi soggetti, accomunati da un profondo disprezzo per il diritto all’informazione, utilizzano tattiche diverse ma convergenti per silenziare le voci dei media indipendenti.
La lista dei ‘Predatori della Libertà di Stampa’ del 2025 funge da complemento all’Indice mondiale della libertà di stampa di RSF, offrendo una panoramica dettagliata di coloro che attivamente minano la libertà di stampa a livello globale. I predatori sono suddivisi in cinque categorie: politica, di sicurezza, economica, legale e sociale, in base alle tattiche che utilizzano per attaccare i giornalisti.
Metodi Diversi, Obiettivi Comuni: Soffocare l’Informazione
I metodi impiegati da questi predatori variano ampiamente, spaziando dagli omicidi e imprigionamenti di giornalisti alla diffusione di calunnie e propaganda, fino all’utilizzo di eserciti di troll online. L’obiettivo comune è quello di imporre il silenzio, impedendo ai media indipendenti di svolgere il loro ruolo cruciale nella società.
RSF sottolinea che svelare questi nomi in questa giornata simbolica serve a ricordare che l’impunità non è inevitabile. Coloro che calpestano la libertà di informare devono essere identificati e chiamati a risponderne.
I Protagonisti dell’Oppressione nel 2025
La lista dei predatori include figure ben note per la loro repressione dei media, come il Partito Comunista Cinese guidato da Xi Jinping, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko. Questi leader politici utilizzano l’apparato statale per imbavagliare i media e reprimere il dissenso.
Tra i predatori figurano anche le Forze di Difesa Israeliane (IDF), responsabili della morte di un numero elevatissimo di giornalisti, e la Commissione statale per la pace e la sicurezza del Myanmar, insieme alla giunta militare del Burkina Faso, guidata dal capitano Ibrahim Traoré. In Messico, il Cartello Jalisco New Generation (CJNG) è emerso come una delle organizzazioni criminali più violente e pericolose per i giornalisti.
Altri individui inclusi nella lista sono Brendan Carr, capo della Federal Communications Commission (FCC) negli Stati Uniti, il vice procuratore Seng Heang in Cambogia e l’oligarca miliardario georgiano Bidzina Ivanishvili, accusati di soffocare i media o sottoporli a pressioni giudiziarie arbitrarie.
La Tecnologia come Arma di Repressione
Nel 2025, l’uso della tecnologia per limitare la libertà di stampa è diventato sempre più diffuso. Xi Jinping utilizza i chatbot cinesi per diffondere propaganda di Stato, mentre Elon Musk usa la sua piattaforma X per molestare i giornalisti. L’IDF conduce campagne diffamatorie online per screditare il giornalismo, e il sito web nazionalista indù OpIndia intensifica le sue campagne di disinformazione e molestie contro i giornalisti critici nei confronti del governo indiano.
Un Futuro Incerto per la Libertà di Stampa
La pubblicazione della lista dei ‘Predatori della Libertà di Stampa’ del 2025 da parte di RSF è un campanello d’allarme per la comunità internazionale. La crescente repressione dei media e l’uso di nuove tecnologie per limitare la libertà di informazione rappresentano una minaccia seria per la democrazia e i diritti umani. È fondamentale che i governi, le organizzazioni internazionali e la società civile si uniscano per proteggere i giornalisti e garantire il diritto all’informazione per tutti.
