L’emergenza deepfake: un nuovo fronte di violenza online
La diffusione di immagini e video manipolati tramite intelligenza artificiale (deepfake) sta creando un’emergenza preoccupante, soprattutto per le nuove generazioni. Marco Ramilli, fondatore di IdentifAI, società specializzata nel riconoscimento di prodotti contraffatti tramite IA, ha lanciato l’allarme in seguito alla scoperta di un ennesimo sito sessista che utilizza foto porno modificate con l’IA. La Polizia Postale è già al lavoro per accertare la situazione.
Numeri allarmanti: la violenza online in cifre
Secondo un’analisi pubblicata a marzo da ricercatori di Google e dell’Università di Melbourne, il 22,6% delle persone ha subito esperienze di creazione, acquisizione o condivisione non consensuale di immagini intime, incluse le minacce di condivisione. In Italia, pur non essendoci stime ufficiali, indicatori rilevanti parlano di un 70% di uomini e un 30% di donne vittime di violenza con condivisione di immagini non consensuali. Questo fenomeno è particolarmente preoccupante tra gli adolescenti, dove è spesso legato a bullismo e vergogna.
Le contromisure tecnologiche e i loro limiti
I big della tecnologia stanno investendo in filigrane e watermark per distinguere le immagini generate dall’IA, ma queste soluzioni non sono infallibili e possono essere facilmente rimosse. Ramilli sottolinea la necessità di affidarsi a terze parti per la verifica delle immagini, evidenziando i limiti delle sole contromisure tecnologiche. La complessità del problema richiede un approccio più ampio e articolato.
La legge italiana sui deepfake: un passo avanti nella protezione
L’Italia è stata tra le prime nazioni a normare il deepfake con l’approvazione della Legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025. Questa legge introduce il reato di deepfake, fornendo un grado di protezione in più alle vittime. L’efficacia di questa normativa sarà valutata nel tempo, ma rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro la manipolazione digitale e la violenza online.
Educare le nuove generazioni: la chiave per affrontare il futuro
Marco Ramilli sottolinea come la realtà che conoscevamo un tempo non esista più. Non possiamo più basarci sulle certezze del passato. È fondamentale educare le nuove generazioni a farsi più domande, a sviluppare un pensiero critico e a riconoscere la realtà alterata dai deepfake. Solo attraverso una maggiore consapevolezza e un’educazione digitale mirata sarà possibile affrontare le sfide del futuro e proteggere i più vulnerabili.
Riflessioni sull’impatto dei deepfake e la necessità di un approccio olistico
La proliferazione dei deepfake solleva questioni etiche e sociali profonde, che vanno oltre la semplice applicazione di soluzioni tecnologiche. È necessario un approccio olistico che coinvolga l’educazione, la sensibilizzazione, la legislazione e la collaborazione tra diversi attori, dai giganti della tecnologia alle istituzioni educative e alle forze dell’ordine. Solo così potremo proteggere i cittadini, in particolare i più giovani, dai rischi della manipolazione digitale e della violenza online.
