Dallo spionaggio romantico alla scienza dell’interpretazione

Il libro “Intelligence” di Mario Caligiuri, edito da Treccani, demolisce l’immagine stereotipata dell’intelligence come un’attività di spionaggio da romanzo giallo. L’autore, un esperto di fama europea nel settore, traccia un percorso che trasforma l’intelligence in una vera e propria scienza, essenziale per comprendere e navigare le complessità del mondo contemporaneo. Caligiuri, docente di Pedagogia e direttore del Master in intelligence dell’Università della Calabria, nonché presidente della Società Italiana Intelligence, sottolinea come la sfida del futuro risieda nell’equilibrio tra intelligenza umana e intelligenza artificiale.

Le radici storiche e l’evoluzione dei Servizi

Caligiuri ripercorre la storia dei Servizi segreti, dalle antiche strategie di Sun-Tzu al ruolo della Chiesa e della Repubblica di Venezia, fino alla figura di Mata Hari. Durante la Guerra Fredda, si sperimentarono i poteri della mente, con fenomeni ESP e spie psichiche. Oggi, l’autore evidenzia l’efficienza del modello cinese, dove una legge del 2017 obbliga i cittadini a collaborare con i Servizi. In Italia, la prima legge sui Servizi risale al 1977, riformata nel 2007, e attualmente la struttura gode di un alto gradimento pubblico, superiore a quello della magistratura e del Parlamento.

L’Intelligence come strumento di difesa democratica

L’intelligence è presentata come uno strumento cruciale per difendere le democrazie dalle minacce del terrorismo islamico, dell’intelligenza artificiale e della criminalità, nonché dalle catastrofi climatiche. Caligiuri auspica un riequilibrio culturale rispetto all’approccio anglosassone, che considera l’intelligence una materia di studio integrata nella realtà. Cita, ad esempio, i finanziamenti della CIA a cinema, arte, editori, intellettuali e università. Nell’era della disinformazione, l’intelligence ha il compito di aiutare le persone a comprendere la realtà, navigando tra la geopolitica della mente, il dominio delle rotte antartiche e artiche, il cyberspazio, la gestione dell’acqua e il controllo dei big data da parte di pochi magnati.

Verso il futuro: un ruolo di sentinella per l’Intelligence

L’intelligence deve evolversi per “cogliere i segni dei tempi, interpretare la metamorfosi della società facendosi sentinella che osserva la fine di un mondo per contribuire a preparare quello che verrà”. L’autore sottolinea l’importanza di preservare la funzione di salvaguardia dell’interesse nazionale, mantenendo l’Apparato al di fuori delle contese politiche e interpretando i fenomeni con competenza e lungimiranza. L’obiettivo è evitare che le decisioni cruciali per il futuro dell’umanità siano prese dalle macchine, garantendo che l’intelligenza umana rimanga al centro del processo decisionale.

Un cambio di paradigma necessario

Il libro di Caligiuri offre una visione aggiornata e necessaria dell’intelligence, allontanandosi dagli stereotipi e abbracciando una prospettiva scientifica e multidisciplinare. La trasformazione dell’intelligence in uno strumento di difesa democratica e di interpretazione del futuro è fondamentale per affrontare le sfide globali e garantire un futuro in cui le decisioni siano guidate dalla comprensione umana piuttosto che dalla mera tecnologia.

Di euterpe

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