Un’Opera Prima Rivoluzionaria a 60 Anni
In occasione della Festa del Cinema di Roma, Marco Bellocchio è stato protagonista di una masterclass dedicata a ‘I Pugni in tasca’, il suo film d’esordio realizzato nel 1965. Il regista ha condiviso riflessioni profonde sul suo percorso artistico e sull’impatto che il film ha avuto nel tempo. Secondo Bellocchio, il film ha resistito al passare degli anni grazie alla sua dimensione poco realistica e ‘non neorealistica’, che lo ha reso un’espressione potente della contestazione giovanile e degli albori del ’68. Il regista ha sottolineato come il film abbia colpito per il modo in cui esprimeva il furore e la rabbia, attraverso un protagonista che agisce in modo autodistruttivo e sorprendente.
Influenze Letterarie e Surrealiste
Bellocchio ha rivelato che, a differenza di molti suoi contemporanei influenzati dalla Nouvelle Vague, la sua formazione era più letteraria e surrealista. Ammirava registi come Resnais, che facevano un cinema più classico, e traeva ispirazione da autori come Buñuel. Questa combinazione di influenze ha contribuito a definire il suo stile unico e la sua capacità di affrontare temi complessi in modo originale.
Il Limite del Compromesso e i Progetti Futuri
Il regista ha sottolineato l’importanza di non cedere a compromessi inaccettabili nel suo lavoro. Pur avendo fatto scelte stravaganti e giudicate pazzesche, Bellocchio ha sempre cercato di difendere la sua linea originale. Attualmente, ha in cantiere un film su Sergio Marchionne, un progetto complesso che lo stimola. Allo stesso tempo, desidera realizzare film più piccoli e minimali, come ‘Marx può aspettare’, che considera uno dei suoi lavori più amati.
La Democrazia dei Mezzi e l’Intelligenza Artificiale
Bellocchio ha riflettuto sui cambiamenti nell’accesso al cinema per le nuove generazioni, sottolineando come la democratizzazione dei mezzi e l’avvento delle nuove tecnologie abbiano reso possibile a chiunque di fare film. Tuttavia, ha espresso preoccupazione per l’avvento dell’intelligenza artificiale e per la difficoltà di distinguere tra vero e falso.
Un Cinema di Passione e Integrità
Marco Bellocchio rimane una figura centrale nel panorama cinematografico italiano, capace di coniugare impegno sociale, sperimentazione stilistica e profondità psicologica. La sua riflessione sul limite del compromesso è un monito per le nuove generazioni di cineasti, invitandoli a perseguire la propria visione artistica con integrità e passione, senza cedere alle lusinghe del mercato o alle mode del momento. La sua capacità di reinventarsi e di affrontare progetti complessi e minimali dimostra la sua vitalità creativa e la sua volontà di continuare a esplorare le infinite possibilità del linguaggio cinematografico.
