Ritardi negli incentivi auto: la critica di Anfia
Il presidente dell’Anfia, Roberto Vavassori, ha espresso forti critiche riguardo alla gestione degli incentivi auto, evidenziando ritardi e inefficienze che ne limitano l’impatto. “È un provvedimento che non è stato gestito bene, possiamo e dobbiamo migliorare,” ha dichiarato Vavassori, sottolineando la necessità di un’autocritica costruttiva per identificare le aree di miglioramento. Nonostante la buona volontà del ministro competente, Vavassori ha puntato il dito contro gli enti ministeriali, accusandoli di non aver svolto adeguatamente il proprio lavoro.
Vavassori ha ricordato come Anfia abbia ripetutamente sollecitato i ministeri a emanare normative solo quando tutti gli aspetti, compreso il decreto attuativo, siano pronti. Purtroppo, questa raccomandazione è spesso disattesa, portando a situazioni di stallo e insoddisfazione. Un esempio citato è l’Energy Release del Mase, ancora non operativo per le imprese dopo un anno e mezzo.
Proposta per un incentivo più efficace
Vavassori ha espresso preoccupazione per il numero limitato di veicoli che potranno beneficiare degli incentivi attuali, stimati in soli 39.000. A suo parere, l’incentivo di 11.000 euro per veicolo è eccessivamente generoso e riduce la platea dei beneficiari. Anfia aveva proposto, senza successo, di dimezzare l’incentivo a 5.500 euro per veicolo, raddoppiando così il numero di potenziali beneficiari a quasi 80.000 e contribuendo in modo più significativo all’ascesa della mobilità elettrica.
L’Europa e la transizione automobilistica
Vavassori ha descritto la situazione europea come quella di “muovere un pesantissimo carro che ha le ruote quadrate,” sottolineando le difficoltà e le lentezze nel processo decisionale. Nonostante ciò, Anfia continua a impegnarsi per ottenere risultati concreti. Vavassori ha elogiato l’azione del governo italiano, definendolo il più attivo in Europa su questi temi, indipendentemente dal colore politico. Ha citato i dossier inviati, dal non-paper all’ultima lettera congiunta Italia-Germania, evidenziando come il cancelliere tedesco Merz sostenga la posizione espressa dal governo italiano tramite il ministro Urso.
Opportunità e sfide dell’ingresso dei produttori cinesi
Vavassori ha espresso un’opinione positiva sull’arrivo delle case automobilistiche cinesi in Europa, a condizione che utilizzino componentistica prodotta in Europa, che rappresenta l’80% del valore del veicolo. In questo caso, Anfia non vede negatività, così come non le vedeva con i costruttori giapponesi 40 anni fa. Anfia ha già organizzato incontri con produttori cinesi, come Byd, per promuovere le competenze delle aziende europee e incentivare l’utilizzo di componentistica europea nei veicoli destinati al mercato europeo.
Verso una politica di incentivi più lungimirante
La critica di Anfia mette in luce la necessità di una riflessione approfondita sulla politica degli incentivi auto. Un approccio più oculato, che miri a massimizzare il numero di beneficiari e a promuovere la filiera produttiva europea, potrebbe rivelarsi più efficace nel lungo termine per sostenere la transizione verso la mobilità elettrica.
