Un tabù infranto: il perché dello sputo nel calcio

Il gesto di sputare in campo, tanto comune quanto controverso nel mondo del calcio, è stato oggetto di un’indagine da parte di ‘The Athletic’. Nonostante la difficoltà nel trovare professionisti disposti a parlarne apertamente, frenati da un misto di imbarazzo e improvvisa autoconsapevolezza, l’articolo getta luce su un’abitudine radicata nel panorama calcistico. Il gesto, spesso considerato un riflesso condizionato, è stato compiuto anche da figure iconiche del calcio, da Mihajlovic a Totti, sollevando interrogativi sulle motivazioni che lo sottendono.

L’ambiente calcistico e l’imitazione: un’analisi sociologica

Jordan Graham, ala del Leyton Orient, offre una prospettiva interessante: “Le persone sono il prodotto del loro ambiente. Nel calcio, l’imitazione di comportamenti visti e idolatrati diventa quasi una seconda natura”. Questa teoria suggerisce che lo sputo possa essere appreso e perpetuato all’interno della cultura calcistica, distinguendosi da altri sport fisicamente impegnativi come tennis e atletica, dove è meno diffuso.

Una pausa ‘poco ortodossa’: l’abitudine come normalità

David Prutton, ex centrocampista, aggiunge un’ulteriore chiave di lettura: “Sputare diventa una sorta di pausa, un modo per sistemare ‘la propria roba’, proprio come aggiustare calzini o maglietta”. Prutton sottolinea come il calcio normalizzi comportamenti inaccettabili in altri contesti, come urlare contro un avversario, evidenziando una sorta di codice di condotta a parte.

La scienza dietro lo sputo: saliva e attività fisica

Una ricerca del 2016 ha evidenziato come l’esercizio fisico possa alterare la composizione della saliva, aumentandone la viscosità a causa della produzione di MUC5B. Guy Carpenter, professore di biologia orale, spiega che l’attività fisica incrementa la quantità di proteine salivari, in particolare le mucine, responsabili della viscosità. La respirazione affannosa, inoltre, contribuisce alla secchezza della bocca, rendendo difficile deglutire e aumentando la necessità di inumidirla.

Caffeina, nervosismo e ritorno della saliva

Graham propone un’ulteriore ipotesi: non si tratta di eccesso di saliva, ma di secchezza causata da caffeina, integratori o nervosismo. In questi casi, lo sputo diventerebbe un modo per stimolare la produzione di saliva e alleviare la sensazione di bocca asciutta. Nonostante i divieti impartiti in passato, anche Prutton ammette di dimenticarsene in campo, evidenziando la forza dell’abitudine.</p

Un gesto controverso: la prospettiva del tifoso

Nonostante la normalizzazione all’interno del campo, Graham riconosce la perplessità dei tifosi: “Capisco benissimo che un tifoso davanti alla tv possa chiedersi: perché?”. La domanda rimane aperta, invitando a riflettere su un gesto che, tra scienza, sociologia e abitudine, continua a far discutere nel mondo del calcio.

Un’abitudine da rivalutare

Il gesto di sputare nel calcio, pur essendo un’abitudine radicata e spiegabile da diversi punti di vista, solleva questioni di igiene e decoro. È importante che giocatori, allenatori e federazioni promuovano comportamenti più rispettosi, sensibilizzando sull’impatto che tali azioni possono avere sull’immagine dello sport e sulla salute pubblica.

Di nike

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