Pogacar favorito indiscusso: le quote parlano chiaro
Il Giro di Lombardia 2025 si preannuncia come un’altra vetrina per Tadej Pogacar. Le quote dei bookmaker non lasciano spazio a dubbi: la sua vittoria oscilla tra 1,10 e 1,25, un divario abissale rispetto al secondo favorito, Remco Evenepoel, quotato a 7,5. L’assenza di Giulio Ciccone priva gli italiani di un potenziale protagonista, relegando gli altri corridori a ruoli di comprimari.
Un percorso ideale per lo sloveno: da Como a Bergamo tra laghi e montagne
La ‘classica delle foglie morte’, con i suoi 241 chilometri da Como a Bergamo, offre uno scenario mozzafiato tra i laghi e le montagne lombarde. Tuttavia, l’incertezza sembra mancare, data la predilezione di Pogacar per questo percorso. Con quattro partecipazioni e altrettanti successi, lo sloveno punta a eguagliare Fausto Coppi, il ‘Campionissimo’, che trionfò cinque volte nella competizione. Un quinto successo consecutivo lo consacrerebbe come il primo nella storia a raggiungere tale traguardo.
Gli sfidanti: Evenepoel, Del Toro, Pidcock e gli altri
Isaac Del Toro, Remco Evenepoel (alla sua ultima corsa con la Soudal Quick-Step prima di passare alla Red Bull-Bora), Tom Pidcock, Primoz Roglic e Ben Healy cercheranno di contrastare il dominio di Pogacar. Tuttavia, le speranze di battere il fuoriclasse della UAE appaiono flebili, considerando il suo stato di forma eccezionale, testimoniato dalle recenti vittorie al Mondiale su strada, all’Europeo e alla Tre Valli Varesine.
La tattica di Pogacar: attacco sulle salite finali
Il percorso, simile a una tappa di montagna, suggerisce che Pogacar sferrerà l’attacco decisivo sulle salite finali del Passo di Ganda, con la cima situata a soli 31 km dal traguardo di Bergamo. “Sono super motivato, in buona forma, le gambe girano bene e la squadra è forte”, ha dichiarato lo sloveno, alla guida di un team che ha già collezionato 92 vittorie in questa stagione. “Il Lombardia è uno dei miei grandi obiettivi in questo ultimo blocco di gare”.
La reazione degli avversari: tra rassegnazione e ammirazione
Gli avversari, consapevoli della superiorità di Pogacar, provano a sdrammatizzare. “La tattica? Sarà lottare per il secondo posto”, aveva previsto Victor Lafay alla partenza della Tre Valli Varesine. Alberto Bettiol ha riassunto il sentimento generale: “Pogacar è allo stesso tempo la bellezza e la brutalità del ciclismo moderno. Rende il ciclismo bello da guardare perché è forte come Eddy Merckx e infrange tutti i record. Il lato brutto è che inizi una gara sapendo che è quasi impossibile batterlo”.
Un dominio che divide: esaltazione e frustrazione
Il dominio di Pogacar, con 25 vittorie nella scorsa stagione e 19 quest’anno, sta generando sentimenti contrastanti. Da un lato, l’ammirazione per un talento straordinario che riscrive la storia del ciclismo. Dall’altro, la frustrazione di una competizione che sembra segnata in partenza. Finché Pogacar non sarà sazio, la concorrenza dovrà rassegnarsi a considerare un successo giungere alle sue spalle.
Un’analisi ponderata sul dominio di Pogacar
Il dominio di Tadej Pogacar nel ciclismo moderno è un fenomeno che merita un’analisi approfondita. Da un lato, è innegabile che lo sloveno rappresenti un talento eccezionale, capace di imprese straordinarie e di riscrivere i record di questo sport. La sua forza fisica, la sua intelligenza tattica e la sua determinazione lo rendono un avversario quasi imbattibile. Dall’altro lato, è comprensibile la frustrazione degli altri corridori, che si trovano a competere in un’era dominata da un singolo atleta. La speranza è che, in futuro, emergano nuovi talenti in grado di contrastare il suo strapotere, riportando equilibrio e incertezza nel mondo del ciclismo.
