Maxi sequestro nel porto di Napoli: bloccato traffico illecito di rifiuti verso la Turchia

I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Napoli hanno effettuato un importante sequestro nel porto partenopeo, bloccando un traffico illecito di rifiuti diretti in Turchia. L’operazione, che ha portato al sequestro di ben 370 tonnellate di scarti, è la prima messa a segno dopo l’introduzione del nuovo decreto che inasprisce le pene per i reati previsti dal Testo Unico Ambientale. Il carico, proveniente da una società di Caivano, era destinato a un’acciaieria turca per essere utilizzato come materiale di fusione in altoforno.

Rifiuti di ogni genere: un carico pericoloso per l’ambiente

All’interno dei container sequestrati, i militari hanno rinvenuto un’ampia varietà di rifiuti, tra cui scarti pericolosi come filtri olio e parti di batterie esauste, oltre a rifiuti solidi urbani. La presenza di materiali eterogenei, come legno, gomma, poliuretano, schede elettroniche, parti meccaniche di veicoli non bonificati, pneumatici e imballaggi metallici contenenti residui di oli e grasso, ha reso evidente la pericolosità del carico per l’ambiente e la salute pubblica.

Documentazione falsa per mascherare l’illecito

Le indagini dei Carabinieri, condotte con il supporto dell’Arpa Campania, hanno rivelato che i rottami erano accompagnati da falsa documentazione. Questa attestava inesistenti attività di trattamento e recupero, nel tentativo di mascherare l’illecito traffico di rifiuti e aggirare le normative ambientali vigenti. La scoperta della falsificazione ha aggravato ulteriormente la posizione dei responsabili, aprendo scenari più ampi sull’organizzazione di questo tipo di traffici.

Il nuovo decreto e l’inasprimento delle pene

L’operazione nel porto di Napoli assume un significato particolare alla luce del recente decreto che ha introdotto specifici aggravamenti di pena per i reati previsti dal Testo Unico Ambientale. Questo segnale legislativo, volto a contrastare con maggiore efficacia i crimini ambientali, trova una concreta applicazione nell’azione dei Carabinieri, che hanno agito con tempestività e determinazione per bloccare il traffico illecito di rifiuti e tutelare l’ambiente.

Un campanello d’allarme per la gestione dei rifiuti

Il sequestro di queste 370 tonnellate di rifiuti illegali diretti in Turchia solleva serie preoccupazioni sulla gestione dei rifiuti in Italia e sulla necessità di controlli più rigorosi. La presenza di rifiuti pericolosi e la falsificazione dei documenti evidenziano la complessità e la gravità del problema, sottolineando l’importanza di una maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine, le istituzioni e le aziende per prevenire e contrastare i crimini ambientali.

Di veritas

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