Un film scomodo: la trama e il cast stellare
Il libro ‘Una storia scomoda’ di Antonio Caiazza svela una vicenda degna di una spy story culturale: la censura esercitata dalle autorità italiane sulla realizzazione di un film tratto dal romanzo ‘Il generale dell’armata morta’ dello scrittore albanese Ismail Kadare. Il film, diretto da Luciano Tovoli e interpretato da un cast di alto livello – Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Anouk Aimée – avrebbe dovuto essere girato in Albania con fondi francesi. La trama, basata su una storia vera, narra la missione militare italiana degli anni ’50 in Albania per recuperare le salme dei soldati morti nella guerra contro l’esercito greco e i partigiani albanesi, e affronta il tema delle violenze commesse dagli italiani, in particolare dal colonnello Z. al comando del famigerato Battaglione Azzurro.
La censura occulta: pressioni e boicottaggi
Nonostante tutto fosse pronto per l’inizio delle riprese tra il 1980 e il 1982, la troupe non riuscì a girare nemmeno una scena in Albania. Inizialmente si pensava che i ritardi e i blocchi fossero dovuti alla burocrazia albanese, ma Caiazza ha scoperto che a non volere il film era l’Italia. Roma esercitò segretamente pressioni sugli albanesi e sui francesi per sabotare la produzione. Il motivo? Il tema del colonialismo era un nervo scoperto per l’Italia, che non voleva mettere in discussione il mito degli ‘italiani brava gente’, nonostante le ricerche di Angelo Del Boca avessero dimostrato il contrario.
Precedenti e analogie: ‘Il leone del deserto’ e ‘L’armata s’agapò’
Caiazza ricorda come anche il film ‘Il leone del deserto’, sull’occupazione italiana della Libia, con un altro grande cast (Anthony Quinn, Rod Steiger, Oliver Reed), arrivò in Italia solo nel 2009, mandato in onda da Sky, nonostante fosse stato realizzato nel 1980. Inoltre, nel 1953, Renzo Renzi e Guido Aristarco finirono in prigione per aver scritto e pubblicato ‘L’armata s’agapò’, un canovaccio che ironizzava sulle truppe italiane in Grecia. Questi episodi dimostrano come il tema della rappresentazione del ruolo degli italiani durante la guerra e il colonialismo fosse un argomento sensibile e soggetto a censure.
La realizzazione del film e la sua diffusione
Nonostante le difficoltà, il film ‘Il generale dell’armata morta’ fu realizzato grazie alla caparbietà di Luciano Tovoli, che lo girò in Abruzzo. Il film uscì nel 1983 in Francia, con successo, mentre in Italia arrivò solo nel 1985, trasmesso da Rai Due. Tovoli precisa che la messa in onda televisiva compromise la distribuzione nelle sale cinematografiche. L’Albania ha potuto vedere il film solo nel 2023.
Una riflessione sulla memoria e la responsabilità
La vicenda della censura sul film tratto da ‘Il generale dell’armata morta’ solleva importanti questioni sulla memoria storica e la responsabilità di un paese nel confrontarsi con il proprio passato coloniale. Mettere in discussione il mito degli ‘italiani brava gente’ non significa denigrare l’intera nazione, ma piuttosto affrontare in modo critico e onesto le proprie responsabilità storiche, per costruire un futuro più consapevole e inclusivo. La cultura, in questo senso, può svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere la conoscenza e la riflessione.
