Intensificati gli attacchi vicino agli ospedali
Le forze israeliane hanno intensificato i loro attacchi su Gaza, prendendo di mira aree nelle immediate vicinanze di ospedali cruciali come al-Shifa e al-Ahli. Fonti mediche locali riportano che almeno 83 palestinesi hanno perso la vita a causa degli attacchi odierni. Missili hanno colpito direttamente le aree circostanti gli ospedali, con almeno 15 persone uccise fuori da al-Shifa e altre quattro vittime in un attacco vicino ad al-Ahli.
Condanna di Hamas e accuse di crimini di guerra
Hamas ha reagito con veemenza agli attacchi vicino agli ospedali, definendoli “un crimine di guerra a tutti gli effetti” e “un palese messaggio di sfida e disprezzo per la comunità internazionale”. L’organizzazione ha accusato Israele di prendere deliberatamente di mira le strutture sanitarie, mettendo a rischio la vita di pazienti e personale medico.
Attacchi precedenti e distruzione di centri medici
La situazione si aggrava considerando i precedenti attacchi, tra cui quello all’ospedale pediatrico di al-Rantisi, colpito tre volte ieri. L’ONU ha evidenziato la distruzione del centro di fecondazione in vitro di Al Basma, dove sono stati distrutti migliaia di embrioni e campioni riproduttivi, definendola una misura volta a impedire le nascite tra i palestinesi di Gaza, e uno degli atti definiti di genocidio dalla Convenzione del 1948.
L’ONU denuncia il ‘medicidio’ a Gaza
Le Nazioni Unite hanno espresso profonda preoccupazione per la situazione a Gaza, affermando che le azioni di Israele si inseriscono in una campagna sistematica per smantellare il settore sanitario dell’enclave, definita “medicidio”. Questo termine indica l’uccisione di operatori sanitari e la distruzione di ospedali con l’obiettivo di eliminare l’assistenza medica nella regione. Tra le vittime recenti figura anche un operatore di Medici senza Frontiere, il tredicesimo dall’inizio del conflitto.
Una spirale di violenza che esige una risposta internazionale
La situazione a Gaza continua a deteriorarsi, con attacchi che colpiscono direttamente le strutture sanitarie e mettono a rischio la vita di civili innocenti. La comunità internazionale deve intervenire con urgenza per porre fine a questa spirale di violenza e garantire la protezione dei civili, il rispetto del diritto internazionale e l’accesso all’assistenza medica per tutti.
