Un ritrovamento eccezionale nel giacimento di Solnhofen

Nel cuore della Germania meridionale, in quello che 150 milioni di anni fa era un’incantevole laguna, il giacimento di Solnhofen ha restituito una scoperta straordinaria: i fossili di due giovani pterosauri, ribattezzati ironicamente Lucky e Lucky II dai ricercatori dell’Università di Leicester. Questi esemplari, deceduti in tenera età, offrono uno sguardo unico sulle cause della loro scomparsa, un evento catastrofico che ha permesso la conservazione dei loro fragili scheletri.

La tempesta: una condanna per i giovani pterosauri

La ricerca, pubblicata sulla rivista Current Biology, ha svelato che la causa della morte dei due baby-pterosauri è da attribuirsi a una violenta tempesta. Le identiche fratture riscontrate sulle ali dei due esemplari suggeriscono che siano stati colpiti con forza, un evento che ha compromesso la loro capacità di volo e ne ha segnato il destino. Robert Smyth, coordinatore dello studio, sottolinea la rarità di un simile ritrovamento: “Gli pterosauri avevano scheletri incredibilmente leggeri, ideali per il volo ma inadatti alla fossilizzazione. Trovare un fossile che spieghi come è morto l’animale è ancora più raro.”

Un tragico affogamento e una sepoltura rapida

Feriti e incapaci di volare, i giovani pterosauri sono precipitati nelle acque della laguna, trovando la morte per annegamento. Il loro destino, però, non si è concluso qui. La tempesta, responsabile della loro caduta, ha anche innescato un processo di conservazione eccezionale. Il fango sollevato dalle onde ha rapidamente seppellito i corpi dei due esemplari, proteggendoli dalla decomposizione e preservandoli fino ai nostri giorni. Questo rapido seppellimento è stato fondamentale per la fossilizzazione, un vero colpo di fortuna per la scienza.

Le tempeste: un fattore chiave nella demografia degli pterosauri

La scoperta offre anche una nuova prospettiva sulla rarità dei fossili di pterosauri adulti nel giacimento di Solnhofen. Mentre i resti dei giovani sono relativamente comuni, quelli degli adulti sono rari e spesso frammentari. La spiegazione risiederebbe proprio nelle tempeste: i giovani, più vulnerabili a causa della loro minore esperienza e forza fisica, sarebbero stati le vittime più frequenti di questi eventi atmosferici. Gli adulti, al contrario, sarebbero stati in grado di resistere meglio alle intemperie, sopravvivendo e continuando a volare nei cieli preistorici. Questa ipotesi suggerisce che le tempeste abbiano avuto un ruolo significativo nella demografia degli pterosauri, influenzando la sopravvivenza e la distribuzione delle diverse fasce d’età.

Uno sguardo al passato, un monito per il futuro

La scoperta dei due baby-pterosauri di Solnhofen non è solo una finestra aperta sul passato, ma anche un monito per il futuro. Ci ricorda la fragilità della vita di fronte agli eventi naturali e l’importanza di comprendere le dinamiche ambientali che hanno plasmato il nostro pianeta. Studiare questi fossili significa anche riflettere sull’impatto dei cambiamenti climatici attuali e futuri, che potrebbero portare a eventi estremi sempre più frequenti e intensi, con conseguenze potenzialmente devastanti per la biodiversità.

Di davinci

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