Dettagli dell’Operazione e degli Arresti

Un’ampia operazione condotta a Reggio Calabria ha portato all’arresto di diciotto persone, accusate di far parte di un’associazione a delinquere dedita al traffico di droga. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari (gip) su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), guidata dal procuratore Giuseppe Borrelli. I pubblici ministeri contestano agli indagati una serie di reati, tra cui traffico di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi e un’ipotesi di estorsione. Quindici persone sono state portate in carcere, mentre tre sono agli arresti domiciliari.

Sviluppo delle Indagini

L’inchiesta, condotta dai carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Reggio Calabria, è iniziata nel giugno 2023 e si è conclusa quasi un anno dopo. Le indagini si sono concentrate nel quartiere di Catona, nella periferia nord di Reggio Calabria, dove i militari avevano notato movimenti sospetti intorno all’abitazione di un indagato, ritenuto il capo dell’associazione. Grazie a un sistema di videosorveglianza, gli investigatori hanno individuato un gruppo di persone dedite al traffico di stupefacenti. Le intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche hanno permesso alla Dda di sequestrare ingenti quantità di droga e mezzi utilizzati per lo spaccio.

Ramificazioni e Contatti

L’organizzazione criminale aveva ramificazioni in altre località del territorio reggino, contatti nella piana di Gioia Tauro e in Sicilia. Secondo il gip, si trattava di una vera e propria attività imprenditoriale dedita alla vendita di cocaina, marijuana e hashish, con il coinvolgimento anche di uno spacciatore minorenne. Diversi consumatori di droga erano anch’essi minorenni.

Modalità Operative

I membri della consorteria si erano organizzati per gestire il traffico di stupefacenti in modo professionale, assicurandosi le forniture necessarie attraverso i contatti del loro capo, nipote di un esponente apicale della ‘ndrangheta di Archi. La droga veniva nascosta in immobili abbandonati o appartamenti presi in affitto, trasformati in basi logistiche e piazze di spaccio, sorvegliate da vedette per avvertire in caso di presenza delle forze dell’ordine.

Gestione dei Proventi e Ruolo del Capo

I proventi dell’attività illegale venivano divisi tra i membri del gruppo e utilizzati per sostenere uno dei sodali arrestato per possesso di droga. Il principale indagato, anche durante la detenzione, riusciva a coordinare il sodalizio e a impartire direttive grazie alla mediazione dei familiari durante i colloqui in carcere.

Impatto e Considerazioni

L’operazione antidroga a Reggio Calabria rappresenta un importante colpo alla criminalità organizzata e al traffico di stupefacenti nella regione. La scoperta di un’organizzazione così ben strutturata, con ramificazioni in diverse aree e contatti con la ‘ndrangheta, sottolinea la necessità di continuare a monitorare e contrastare il fenomeno. Il coinvolgimento di minorenni, sia come spacciatori che come consumatori, evidenzia la gravità della situazione e l’importanza di interventi di prevenzione e recupero.

Di veritas

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