La Reazione del Leoncavallo alla Proposta del Comune
Il Leoncavallo ha espresso forti critiche riguardo alla proposta del Comune di Milano di trasferire il centro sociale in un’area situata in via San Dionigi. Attraverso un post sui social media, ripreso da diverse testate giornalistiche, il Leoncavallo ha definito l’area “non all’altezza” della sua storia e dei desideri della comunità che ha manifestato il proprio sostegno sabato scorso. Il centro sociale contesta la scelta dell’area, considerandola inadatta e potenzialmente pericolosa.
Le Criticità dell’Area di Via San Dionigi
Il Leoncavallo evidenzia diverse criticità riguardanti l’area di via San Dionigi. Innanzitutto, viene descritta come un’area “totalmente dismessa e inagibile” che necessita di bonifica e messa a norma. Viene sollevata la preoccupazione che il sito possa essere “malsano, forse avvelenato”, richiedendo ulteriori indagini per garantire la sicurezza e la salute di chiunque vi acceda. Queste problematiche comportano, secondo il Leoncavallo, una “barriera economica estremamente rilevante” che ha scoraggiato potenziali investitori in precedenti bandi. Il centro sociale esprime scetticismo sulla possibilità che figure come Catella o De Corato possano manifestare interesse per un’area con tali criticità.
La Voce della Città e la Richiesta di una Risposta Politica
Il Leoncavallo sottolinea come la città si sia espressa chiaramente contro lo sfratto del centro sociale durante la manifestazione di sabato scorso. Il centro sociale chiede alla politica di fornire una risposta adeguata, riconoscendo il valore delle attività culturali e politiche svolte all’interno di spazi occupati. Secondo il Leoncavallo, l’occupazione di spazi per attività culturali e politiche rappresenta una forma di redistribuzione della ricchezza in un contesto segnato dalla gentrificazione e dal privilegio di pochi. Tale pratica non dovrebbe essere ridotta a un semplice atto di illegalità.
Il Futuro Nomade del Leoncavallo e le Alternative in Campo
Attualmente, le associazioni e i collettivi del Leoncavallo si trovano in una fase di incertezza, definendosi “nomadi”. Il futuro del centro sociale è indeterminato, con due opzioni principali in discussione. Da un lato, vi è l’area di via Watteau, un’ex area industriale che negli ultimi 30 anni è stata infrastrutturata per usi sociali e pubblici, risultando perfettamente funzionante, sicura e attrezzata. Tuttavia, al momento, l’area sembra essere destinata a un uso militare ufficioso. Dall’altro lato, vi è la proposta del Comune di via San Dionigi, considerata “non all’altezza” dal Leoncavallo.
Riflessioni sul Futuro del Leoncavallo e la Gestione degli Spazi Sociali
La vicenda del Leoncavallo solleva importanti interrogativi sulla gestione degli spazi sociali e culturali in contesti urbani in rapida trasformazione. La proposta del Comune, percepita come inadeguata, evidenzia la necessità di un dialogo più aperto e costruttivo tra istituzioni e realtà sociali. La capacità di trovare soluzioni sostenibili e rispettose della storia e del valore di questi spazi rappresenta una sfida cruciale per garantire la vitalità culturale e sociale delle nostre città.
