Un corteo nazionale contro lo sgombero
Il Leoncavallo, storico spazio autogestito milanese, ha annunciato un corteo nazionale per il 6 settembre, con lo slogan “Giù le mani dalla città!”. La manifestazione è una risposta diretta allo sgombero della struttura, avvenuto recentemente, e si pone come un atto di resistenza contro le politiche che, secondo gli organizzatori, favoriscono la gentrificazione e l’espropriazione dei patrimoni pubblici e autogestiti.
Un percorso condiviso con le realtà milanesi
In un post sui social media, il Leoncavallo ha invitato tutte le realtà milanesi che hanno a cuore il destino della città a unirsi in un percorso di preparazione verso il corteo. L’obiettivo è creare un fronte comune contro le trasformazioni urbane che, a detta degli organizzatori, stanno snaturando l’identità di Milano e allontanando le fasce più vulnerabili della popolazione.
Coincidenza con il festival Abba Vive
Il corteo si terrà nei giorni in cui al parco Sempione è in programma il festival antirazzista Abba Vive, un evento dedicato alla memoria di Abdul Guiebre, detto Abba, ucciso nel 2008 per aver rubato un pacco di biscotti. Questa coincidenza, sottolineano gli organizzatori, rappresenta un’opportunità per rafforzare il legame tra le lotte per la giustizia sociale e la memoria delle vittime del razzismo.
Un invito alla partecipazione
“Costruiamo assieme un corteo nazionale contro la gentrificazione e la democrazia del metro quadro per il diritto ad esistere degli spazi autogestiti e una democrazia dal basso” è l’invito lanciato dal Leoncavallo. L’appello è rivolto a tutti coloro che si sentono minacciati dalla trasformazione urbana e che credono nella necessità di difendere gli spazi autogestiti come luoghi di aggregazione, cultura e resistenza.
Riflessioni sul futuro degli spazi autogestiti
Il corteo indetto dal Leoncavallo solleva importanti interrogativi sul ruolo degli spazi autogestiti nella società contemporanea. Questi luoghi, spesso al centro di polemiche e oggetto di sgomberi, rappresentano per molti un’alternativa ai modelli di sviluppo urbano dominanti e un presidio di cultura e solidarietà. La manifestazione del 6 settembre sarà un’occasione per riflettere sul futuro di questi spazi e sulla necessità di trovare soluzioni che ne garantiscano la sopravvivenza e la valorizzazione.
