Un Pranzo di Condivisione a Castel Gandolfo
In una giornata all’insegna della solidarietà e della fraternità, Papa Leone ha accolto oltre cento persone assistite dalla Caritas e alcuni volontari per un pranzo speciale presso il Borgo Laudato si’ all’interno delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo. “Buon appetito a tutti!”, ha esclamato il Pontefice, sottolineando la bellezza di “essere insieme, tutti attorno alla tavola e condividere i doni che il Signore ci ha dato”.
L’atmosfera era di gioia e condivisione, con i tavoli apparecchiati sotto gazebo che offrivano riparo e un senso di comunità. Papa Leone ha espresso il suo apprezzamento per il luogo, definendolo “così bello che ci fa ricordare la bellezza della natura, della creazione, ma ci fa anche pensare che la creatura più bella è quella creata nella somiglianza e immagine di Dio e siamo tutti noi”.
Il Papa ha concluso il suo intervento affermando che “essere riuniti in questo pranzo è vivere insieme a Dio in questa comunione”, ribadendo l’importanza di condividere non solo il cibo, ma anche l’amore e la compassione verso il prossimo.
Ospiti Speciali al Tavolo del Papa
Papa Leone ha scelto di pranzare seduto ad uno dei tavoli allestiti al Borgo Laudato si’, condividendo il pasto con i suoi ospiti. Tra i commensali speciali, Rosabal Leon, arrivata in Italia dal Perù cinque mesi fa con il marito e i loro due figli, e Gabriella Oliverio, un’anziana di 85 anni che vive sola nel quartiere romano di Torre Spaccata. La presenza di queste persone, con storie di vita diverse e spesso difficili, ha reso il pranzo ancora più significativo e toccante.
Il Fuoco dell’Amore contro l’Indifferenza: L’Omelia ad Albano
Durante la messa celebrata al santuario di Santa Maria della Rotonda ad Albano, Papa Leone ha rivolto un appello ai fedeli, invitandoli a “non vivere più per noi stessi, di portare il fuoco nel mondo”. Un fuoco, ha precisato, che non è quello delle armi o delle parole che feriscono, ma “il fuoco dell’amore, che si abbassa e serve, che oppone all’indifferenza la cura e alla prepotenza la mitezza; il fuoco della bontà, che non costa come gli armamenti, ma gratuitamente rinnova il mondo”.
Il Pontefice ha riconosciuto che seguire questa via può comportare “incomprensione, scherno, persino persecuzione”, ma ha assicurato che “non c’è pace più grande di avere in sé la sua fiamma”.
La Chiesa come Grembo Accogliente
Papa Leone ha sottolineato che la Chiesa non è un potere, ma una comunità accogliente. “Ci troviamo in un antico Santuario le cui mura ci abbracciano. Si chiama ‘Rotonda’ e la forma circolare, come a Piazza San Pietro e come in altre chiese antiche e nuove, ci fa sentire accolti nel grembo di Dio”, ha detto il Papa. Ha aggiunto che, mentre all’esterno la Chiesa può apparire spigolosa, la sua vera natura si rivela quando “varchiamo la soglia e troviamo accoglienza”.
In questo luogo, “la nostra povertà, la nostra vulnerabilità e soprattutto i fallimenti per cui possiamo venire disprezzati e giudicati sono finalmente accolti nella dolce forza di Dio, un amore senza spigoli, un amore incondizionato”. Papa Leone ha concluso affermando che in Maria la Chiesa diventa “madre, che genera e rigenera non in virtù di una potenza mondana, ma con la virtù della carità”.
Rischiare per la Pace: Un Invito al Coraggio
Il Papa ha messo in guardia contro la tendenza a confondere la pace con la comodità e il bene con la tranquillità. “Il mondo ci abitua a scambiare la pace con la comodità, il bene con la tranquillità. Per questo, affinché in mezzo a noi venga la sua pace, lo shalom di Dio, Gesù deve dirci: ‘Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!'”.
Papa Leone ha riconosciuto che questo impegno può portare divisioni e incomprensioni, persino all’interno delle famiglie e tra gli amici. Tuttavia, ha esortato a non cedere alla paura e a seguire l’esempio di Gesù, che “si è immerso nella nostra umanità con coraggio”.
Un Messaggio di Speranza e Azione
Le parole e i gesti di Papa Leone offrono un potente messaggio di speranza e un invito all’azione. In un mondo spesso segnato da divisioni e indifferenza, il Pontefice ci ricorda l’importanza della condivisione, dell’accoglienza e dell’amore verso il prossimo. Il suo appello a “portare il fuoco nel mondo” è un invito a superare la paura e a impegnarsi attivamente per costruire una società più giusta e fraterna, dove la pace non sia solo assenza di conflitto, ma frutto di un impegno costante per il bene comune.
