Un addio commosso nella Chiesa di San Barnaba
La Chiesa di San Barnaba a Milano ha accolto oggi circa 200 persone per l’ultimo saluto a Cecilia De Astis, la 71enne tragicamente scomparsa a causa di un incidente stradale. La bara, adornata con fiori bianchi, magenta e gerbere gialle, simboleggiava la vita spezzata di una donna amata e rispettata. Il figlio Filippo, giunto alla cerimonia con un’orchidea, ha rappresentato il dolore composto di una famiglia distrutta.
Il dolore dei familiari e l’appello alla responsabilità
Oltre a Filippo, erano presenti l’altro figlio Gaetano, le sorelle e numerosi altri familiari. Durante la cerimonia funebre, Lina De Astis, sorella della vittima, ha espresso un dolore misto a rabbia, definendo la morte di Cecilia come un “fallimento del sistema della società”. Fuori dalla chiesa, Filippo Di Terlizzi ha lanciato un appello accorato: “Cerchiamo di fare qualcosa come Paese, dobbiamo prevenire questi eventi traumatici. Non è una morte casuale e poteva benissimo essere evitata”. Pur nel dolore, Filippo ha sottolineato che i responsabili dell’incidente sono “dei bambini, non avevano neanche 14 anni”, invitando a non addossare loro “tutte la responsabilità del gesto”.
L’omelia di Don Davide: amore, perdono e speranza
L’omelia di Don Davide Bertocchi si è concentrata sul messaggio di amore e perdono di Gesù Cristo. “Gesù, con il suo amore, ha insegnato che gli unici nemici sono la morte e il male. Il male e la morte sono gli unici nemici. Nessuna persona è da considerare nemica”. Il sacerdote ha poi aggiunto: “Tanto meno dei bambini. Tanto meno bambini ai quali è stata negata l’infanzia e per i quali possiamo solo pregare e sperare che finalmente trovino qualcuno che sappia insegnare loro l’amore che vince il male”.
Un dramma che interroga la società
La vicenda di Cecilia De Astis ha scosso profondamente l’opinione pubblica, sollevando interrogativi sulla sicurezza nelle città, sull’efficacia delle misure di prevenzione e sulla condizione di disagio di molti giovani. L’età dei responsabili dell’incidente, tutti minorenni, pone ulteriori questioni sul ruolo della famiglia, della scuola e delle istituzioni nel garantire un futuro dignitoso a tutti i bambini e ragazzi.
Il contesto sociale e le responsabilità
La tragica morte di Cecilia De Astis si inserisce in un contesto sociale complesso, caratterizzato da crescenti disuguaglianze, marginalizzazione e mancanza di opportunità per molti giovani. Le dinamiche di criminalità minorile, spesso legate a situazioni di degrado e abbandono, richiedono un approccio multidimensionale che coinvolga istituzioni, famiglie, scuole e comunità. È necessario investire in programmi di prevenzione, sostegno e reinserimento sociale, offrendo ai giovani alternative concrete alla devianza e promuovendo una cultura della legalità e del rispetto.
Riflessioni su un dolore collettivo
La morte di Cecilia De Astis è una ferita aperta per la città di Milano e per l’intero Paese. Al di là del comprensibile dolore e della rabbia, è fondamentale trasformare questa tragedia in un’occasione di riflessione e di cambiamento. La società nel suo complesso deve interrogarsi sulle cause profonde di questi eventi e impegnarsi a costruire un futuro più sicuro, giusto e inclusivo per tutti.
