L’accordo sui dazi USA: un punto di partenza

Durante un forum in streaming organizzato dall’ANSA, il presidente dell’Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), Matteo Zoppas, ha espresso un cauto ottimismo riguardo all’accordo raggiunto sui dazi con gli Stati Uniti. Zoppas ha definito l’accordo come “una pietra salda”, pur riconoscendo che alcune questioni rimangono ancora aperte. Tuttavia, ha espresso fiducia nella definitiva conclusione dell’intesa, sottolineando come un mancato accordo potrebbe spingere l’ex presidente Trump a rilanciare misure protezionistiche, minando la sua credibilità internazionale.

L’obiettivo: dazi zero e liberalizzazione del commercio

Nonostante l’importanza dell’accordo raggiunto, Zoppas ha ribadito l’obiettivo di lungo termine dell’Italia: la completa liberalizzazione del commercio internazionale, con l’azzeramento dei dazi. “Ci auguriamo tutti che non sia un accordo definitivo: dobbiamo comunque puntare allo ’00’, alla liberalizzazione del Commercio internazionale”, ha affermato il presidente dell’Ice.

L’impatto valutario e l’auspicio di interventi della BCE

Zoppas ha inoltre sollevato preoccupazioni riguardo all’impatto dell’attuale accordo sui dazi, che prevede un’aliquota del 15%, sulle aziende italiane. Secondo il presidente dell’Ice, i dazi potrebbero pesare fino al 30% a causa dell’effetto dell’euro forte contro il dollaro. Per questo motivo, Zoppas ha auspicato un intervento sui tassi da parte della Banca Centrale Europea (BCE) per mitigare l’impatto valutario sulle imprese italiane. “Non a caso – dice – il vicepremier Tajani ha ricordato che sarebbe opportuno muovere su altre leve (la Bce ndr) che possano aiutare a ridurne il peso”.

L’importanza strategica del mercato americano

Zoppas ha sottolineato l’importanza strategica del mercato americano per le aziende italiane, definendolo “una vetrina per tutto il resto del mondo”. Il presidente dell’Ice ha avvertito che, in caso di mantenimento dei dazi al 15%, sarebbe necessario riorganizzarsi e guardare ad altri mercati, pur riconoscendo il valore dell’export verso gli Stati Uniti. “Perdere contratti vuol dire far entrare qualcun altro che poi si rischia di tenersi quel cliente per molto tempo”, ha ammonito Zoppas.

L’obiettivo di 700 miliardi di export entro fine legislatura

Più in generale, Zoppas ha rivendicato l’obiettivo italiano di raggiungere i 700 miliardi di euro di export entro la fine della legislatura, rispetto ai 623 miliardi attuali. Il presidente dell’Ice ha ricordato il significativo aumento dell’export italiano, passato da 480 miliardi nel 2019 agli attuali livelli. Per raggiungere l’obiettivo, Zoppas ha sottolineato la necessità di “fare sistema”, creando connessioni tra i diversi attori del panorama economico italiano. In questo contesto, Zoppas ha definito l’Ice come “l’infrastruttura per il supporto all’aumento dell’interazione e dell’organizzazione”.

Un equilibrio delicato tra protezionismo e libero scambio

L’intervento di Zoppas mette in luce la complessa dinamica tra protezionismo e libero scambio nel contesto economico globale. L’accordo sui dazi con gli USA rappresenta un compromesso necessario per evitare scenari peggiori, ma l’obiettivo a lungo termine deve rimanere la completa liberalizzazione del commercio internazionale. Sarà fondamentale monitorare attentamente l’evoluzione della situazione e adottare misure adeguate per sostenere le imprese italiane, tenendo conto sia delle dinamiche valutarie che delle opportunità offerte da altri mercati emergenti.

Di atlante

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