Il nuovo ruolo: Enzo Tortora in ‘Portobello’

Fabrizio Gifuni, noto per la sua intensa preparazione e profonda immedesimazione nei ruoli, si prepara ad affrontare una nuova sfida: interpretare Enzo Tortora nella serie ‘Portobello’, diretta da Marco Bellocchio. La serie, una produzione originale italiana di Warner Bros. Discovery per la piattaforma streaming Hbo Max, ripercorre uno dei più clamorosi errori giudiziari italiani, la vicenda del presentatore televisivo Enzo Tortora, la cui vita fu sconvolta da accuse infondate.

Scritta da Marco Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore, ‘Portobello’ vede nel cast, oltre a Gifuni, anche Lino Musella, Romana Maggiora Vergano, Barbora Bobulova, Carlotta Gamba, Alessandro Preziosi, Fausto Russo Alesi e Salvatore D’Onofrio. La produzione è affidata a Our films, società del gruppo Mediawan, e Kavac Film, in coproduzione con Arte France ed in collaborazione con Rai Fiction e The Apartment Pictures, una società del gruppo Fremantle.

Il fascino del fallimento e la fragilità umana

Gifuni, in una recente intervista, ha rivelato di essere particolarmente attratto dai personaggi che incarnano fragilità e che affrontano il fallimento. “Fallire sempre, fallire ancora, fallire meglio: se mi facessi un tatuaggio sarebbe con questa frase di Samuel Beckett”, ha confessato l’attore, sottolineando come l’insoddisfazione e la continua ricerca di superare i propri limiti siano una costante nella sua vita e nella sua carriera. Questa filosofia si riflette anche nella sua interpretazione di Luigi Comencini nel film ‘Il tempo che ci vuole’ di Francesca Comencini, un’opera che esplora le dinamiche tra padre e figlia e l’ossessione per la performance.

Un mosaico di storia contemporanea

Nel corso della sua carriera, Gifuni ha interpretato figure che hanno segnato la storia italiana, da Aldo Moro a Franco Basaglia, fino a Luigi Comencini e ora Enzo Tortora. “Sono figure che poi messe insieme compongono un mosaico di storia contemporanea, certo non puoi dimenticarle”, ha affermato l’attore, evidenziando come questi ruoli gli abbiano permesso di esplorare e comprendere meglio il passato e il presente del suo paese. Nonostante l’impegno e la profondità con cui affronta ogni personaggio, Gifuni non teme di rimanere imprigionato in un ruolo, grazie alla sua capacità di reinventarsi e di trovare sempre nuove sfide.

Il metodo Gifuni: un incontro tra anima e personaggio

Gifuni ha descritto il suo approccio alla recitazione come un incontro tra la sua anima e quella del personaggio da interpretare. “Ho sempre cercato di stare dietro ai personaggi ma non di sparire, soprattutto incontrarli a metà tra me e la persona reale da interpretare”, ha spiegato l’attore, sottolineando come la trasformazione fisica sia importante, ma come la verità interiore sia fondamentale per dare vita al personaggio. Questo processo creativo, che definisce un “gioco” e un “mistero”, lo affascina ancora come fosse la prima volta.

Emozionarsi ancora: il talento dei colleghi e la magia del set

Dopo tanti anni di carriera, Gifuni continua ad emozionarsi per il suo lavoro. “Non ho mai perso la voglia di fare l’attore”, ha affermato, sottolineando come la scoperta del talento dei colleghi e la magia del set siano ancora una fonte di grande ispirazione. In particolare, ha elogiato il lavoro di Romana Maggiora Vergano nel film di Francesca Comencini e in ‘Portobello’, evidenziando come il confronto con le nuove generazioni sia uno degli aspetti più stimolanti del suo lavoro.

Progetti futuri: Pasolini e Moro a teatro

Dopo l’impegno in ‘Portobello’, Fabrizio Gifuni tornerà a teatro con uno spettacolo dedicato a Pasolini e Moro, per ricordare “i fantasmi della nostra vita”. Un progetto che conferma il suo impegno civile e la sua volontà di utilizzare il teatro come strumento di riflessione e di indagine sulla realtà contemporanea.

Un artista in continua evoluzione

Fabrizio Gifuni si conferma un artista poliedrico e in continua evoluzione, capace di affrontare ruoli complessi e di scavare nell’animo umano con profondità e sensibilità. La sua interpretazione di Enzo Tortora in ‘Portobello’ rappresenta una nuova sfida, un’occasione per riflettere su temi importanti come la giustizia, l’errore giudiziario e la fragilità umana. La sua carriera, costellata di successi e di scelte coraggiose, testimonia la sua passione per il teatro e il cinema e la sua volontà di utilizzare l’arte come strumento di conoscenza e di cambiamento.

Di davinci

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