Stallo nella Trattativa e Rinvio della Decisione

La nuova AIA è considerata dal governo un passaggio necessario per soddisfare le esigenze del tribunale di Milano e consentire la prosecuzione delle attività dello stabilimento durante la fase di decarbonizzazione. È anche un elemento cruciale per attrarre investitori interessati all’acquisto del gruppo, attualmente in amministrazione straordinaria. Ogni potenziale investitore richiede, come condizione preliminare, che lo stabilimento sia autorizzato a produrre.

Pressioni dai Sindacati e dalla Città

Anche i sindacati hanno espresso preoccupazione, sottolineando l’urgenza di risolvere la questione dell’AIA. Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, ha dichiarato che “il destino di migliaia di lavoratori è appeso a questa decisione”.

Parallelamente, dalla città di Taranto continuano ad arrivare pressioni per lo spegnimento degli altiforni. Undici consiglieri comunali di maggioranza hanno chiesto al sindaco Piero Bitetti di non firmare accordi senza un preventivo confronto in Consiglio comunale. Questa richiesta è stata accolta con il rinvio dell’incontro decisivo al 31 luglio, il giorno successivo alla prima riunione del consiglio comunale.

La Commissione Tecnica e le Proposte Alternative

Il 28 luglio è prevista la pronuncia della commissione tecnica, incaricata di individuare una soluzione che assicuri l’approvvigionamento di gas in modo sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico. La commissione dovrà valutare la possibilità di realizzare a Taranto fino a quattro impianti DRI (Direct Reduction of Iron), necessari a coprire il fabbisogno del prelavorato per la produzione nazionale di acciaio, senza ricorrere al rigassificatore.

Questa proposta è stata avanzata dal presidente Emiliano, convinto che il piano di decarbonizzazione con il DRI sia l’unica soluzione percorribile. Tuttavia, Emiliano ha anche sottolineato la necessità di comprendere la “furia popolare” dei cittadini che chiedono lo spegnimento immediato degli impianti a caldo. Secondo il governatore, il sindaco non deve essere lasciato solo, e ha criticato il silenzio del Parlamento e dei partiti politici, accusandoli di averli “lasciati completamente col cerino in mano”.

Appello al Parlamento e Misure per l’Occupazione

Il ministro Urso ha invitato le Camere ad approvare un documento condiviso che impegni i governi al piano di piena decarbonizzazione e a non lasciare indietro nessuno. Al termine del confronto con i sindacati, il ministro si è impegnato a garantire l’occupazione di eventuali lavoratori ex Ilva in esubero attraverso politiche attive e, se necessario, un provvedimento specifico.

Si prevede che il cosiddetto decreto Ilva, attualmente all’esame del Senato, possa essere migliorato durante la sua conversione. Gli esuberi a Taranto sarebbero maggiori nell’ipotesi che prevede solo tre forni elettrici, senza polo per il semilavorato DRI e senza rigassificatore. L’alternativa iniziale prevedeva, oltre ai tre forni, il polo DRI e la nave rigassificatrice. Si sta valutando se sia possibile portare avanti questa opzione anche senza il rigassificatore.

Nuove Emissioni Anomale

Nel frattempo, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di Fim, Fiom e Uilm hanno segnalato nuove emissioni anomale dal reparto acciaieria 2 di Taranto, “visibili anche dall’esterno dello stabilimento”, chiedendo all’azienda di fornire chiarimenti. La situazione rimane quindi complessa e incerta, con il futuro dell’ex Ilva avvolto in una fitta nebbia di preoccupazioni ambientali, economiche e sociali.

Riflessioni sul Futuro dell’Ex Ilva

La situazione dell’ex Ilva di Taranto è emblematica delle sfide che l’Italia si trova ad affrontare nella transizione verso un’economia più sostenibile. Da un lato, c’è la necessità di garantire la continuità produttiva e l’occupazione, dall’altro, la crescente pressione per ridurre l’impatto ambientale e tutelare la salute dei cittadini. La ricerca di un equilibrio tra questi obiettivi è complessa e richiede un approccio integrato e una visione di lungo termine. La decisione finale del 31 luglio sarà cruciale per determinare il futuro di uno dei siti industriali più importanti del Paese e per definire un modello di sviluppo che concili economia, ambiente e società.

Di atlante

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