Un tributo a Mario Maccaferri, genio della liuteria
La seconda edizione della Rassegna Maccaferri sta per animare Cento (Ferrara) e Pieve di Cento (Bologna) dal 18 al 20 luglio, nell’ambito del Festival Entroterre. Sotto la direzione artistica di Luca Damiani, la manifestazione rende omaggio a Mario Maccaferri, liutaio di Cento e figura chiave nella storia della chitarra manouche, lo strumento che ha incantato Django Reinhardt e il mondo del jazz europeo.
L’evento, ad ingresso libero, si propone come un viaggio immersivo nel mondo della musica, della narrazione e dell’artigianato artistico, con un programma ricco di appuntamenti e ospiti di rilievo.
Un programma ricco di stelle e sonorità uniche
La rassegna si aprirà il 18 luglio a Cento con un’originale “intervista impossibile” tra Luca Damiani e Mario Maccaferri, interpretato dall’attore Patrizio Roversi. Un modo inedito per ripercorrere la vita e l’eredità del grande liutaio, accompagnati dalle atmosfere musicali del Silence Duo, composto da Claudio Farinone alla chitarra e Rosario Bonaccorso al contrabbasso.
Il 19 luglio, a Pieve di Cento, il Giangiacomo Rosso Jazz Manouche Quartet proporrà un suggestivo viaggio “Sulle orme di Django”, esplorando le radici gitane e lo swing europeo. A seguire, il Maurizio Geri Swingtet porterà sul palco “Anima Manouche”, un concerto che fonde swing, jazz gitano e la tradizione della canzone d’autore italiana.
Il 20 luglio, la rassegna si concluderà con due eventi imperdibili. A Cento, il chitarrista francese Adrien Marco si esibirà in trio con Tolga During (chitarra a due manici) e Pippi Dimonte (contrabbasso), offrendo un concerto virtuosistico e poetico, ispirato al genio di Django Reinhardt. A Pieve di Cento, Alex Britti chiuderà la manifestazione con un live energico che ripercorrerà i suoi successi più amati, da “Oggi sono io” a “La vasca”, fino alle nuove hit come “Supereroi” e “Tutti come te”, celebrando la sua eclettica carriera tra blues, pop e cantautorato.
L’artigianato artistico centopievese: un patrimonio da scoprire
Durante le tre serate, i visitatori avranno l’opportunità di scoprire la Scuola di Artigianato Artistico del Centopievese, un luogo simbolo della tradizione liutaria locale, dove sono nate figure di spicco come Luigi Mozzani e lo stesso Mario Maccaferri. Un’occasione unica per ammirare da vicino l’arte e la maestria dei liutai del territorio.
Il contesto storico e l’eredità di Maccaferri
Mario Maccaferri non fu solo un liutaio, ma un innovatore. La sua chitarra, con la caratteristica buca a D, divenne lo strumento simbolo del jazz manouche, grazie anche all’adozione da parte di Django Reinhardt. La sua figura rappresenta un ponte tra l’artigianato tradizionale italiano e la musica gitana, un connubio che ha dato vita a un genere musicale unico e inconfondibile.
La rassegna Maccaferri non è solo un evento musicale, ma un’occasione per riscoprire un patrimonio culturale e artigianale di inestimabile valore, celebrando la creatività e l’ingegno di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica.
Un evento che celebra la cultura e la passione per la musica
La Rassegna Maccaferri rappresenta un’importante iniziativa per valorizzare il patrimonio culturale e musicale del territorio, offrendo al pubblico un’occasione unica per immergersi nel mondo della chitarra manouche e scoprire l’eredità di un grande liutaio come Mario Maccaferri. L’evento, con la sua ricca programmazione e la presenza di artisti di fama nazionale e internazionale, si conferma come un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica e della cultura.
