Un mafioso colto nell’ultima serie di Guy Ritchie
Sergio Castellitto ha recentemente concluso le riprese di ‘The Gentlemen 2’ a Londra, una serie cult firmata da Guy Ritchie. L’attore romano ha descritto il suo personaggio come un mafioso colto con una propria etica, sottolineando l’umorismo tipicamente british che lo ha particolarmente colpito. “Interpreto un mafioso piuttosto colto e con una sua etica. E tutto questo con un umorismo molto british che mi ha davvero colpito”, ha dichiarato Castellitto durante l’incontro stampa al Filming Italy Sardegna Festival 2025.
Lo scandalo Kaufmann e le ombre sui finanziamenti pubblici
Castellitto ha espresso il suo sgomento riguardo allo scandalo dei finanziamenti pubblici al regista Francis Kaufmann, definendolo una tragedia che, se non fosse tale, potrebbe essere una commedia. L’attore ha evidenziato l’inquietante possibilità che episodi simili possano essersi verificati più volte, puntando il dito contro la burocrazia e le sue “diaboliche” logiche. “La sensazione che si ha è che se è successo una volta è forse già successo altre dieci volte”, ha affermato. Ha poi aggiunto: “Nemmeno lo sceneggiatore più diabolico si potrebbe inventare la storia di uno che uccide una bambina e una povera ragazza dopo aver ricevuto dallo Stato italiano dei soldi per fare un film”.
Critiche al sistema e proposte per il futuro del cinema
Castellitto ha criticato il sistema di finanziamenti pubblici al cinema, sottolineando come il settore dovrebbe promuovere soprattutto opere prime e seconde, favorendo i giovani talenti. Ha inoltre commentato la proposta di Pupi Avati di istituire un ministero del cinema, suggerendo che, in tal caso, si dovrebbero creare ministeri anche per il teatro e le arti visive. Secondo Castellitto, Avati ha compreso meglio di molti la situazione di crisi in cui versa il settore.
Il politicamente corretto e l’indurimento dei rapporti umani
L’attore ha espresso preoccupazione per l’eccessivo politicamente corretto, ritenendolo dannoso non solo per il cinema, ma per la vita stessa. Castellitto ha ricordato come negli anni ’60 e ’70 i rapporti umani fossero più autentici e rispettosi, mentre oggi si assiste a un indurimento e a un’estremizzazione che definisce “una forma di fascismo”.
L’orgoglio per il figlio Pietro
Castellitto ha manifestato il suo orgoglio per il successo del figlio Pietro, affermando di aver sempre creduto nel suo talento, anche quando era adolescente. Ha descritto il figlio come un artista libero e capace di gestire il suo caos creativo, ammettendo di non essere in grado di realizzare film come i suoi.
Progetti futuri e il ritorno al lavoro dopo l’esperienza al Centro Sperimentale
Tra i suoi progetti futuri, Castellitto ha annunciato la sua partecipazione alla seconda stagione di “Storia della mia famiglia” su Netflix, dove interpreterà una sorta di conte Max, un uomo di grande umanità. L’attore ha inoltre parlato della sua esperienza come presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia, definendola faticosa e complessa, e del “meccanismo di fango” che ha subito, portandolo infine a dimettersi.
Riflessioni su un’industria in trasformazione
L’intervista a Sergio Castellitto offre uno spaccato critico e appassionato del mondo del cinema italiano, tra successi internazionali, scandali, nuove generazioni e sfide culturali. Le sue parole invitano a una riflessione profonda sul ruolo del finanziamento pubblico, sulla libertà creativa e sull’importanza di sostenere i giovani talenti, in un’industria in continua evoluzione.
