Un’alleanza per la sanità pubblica
Nella sede delle Acli a Milano, è stato presentato un patto in dieci punti volto a difendere e ricostruire il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). L’iniziativa, promossa da oltre 140 organizzazioni della società civile, mira a rilanciare un sistema sanitario equo, universale e sostenibile, opponendosi all’autonomia differenziata e al progressivo declino del SSN.
Il manifesto: ‘Non possiamo restare in silenzio’
Il documento, intitolato “Non possiamo restare in silenzio. La società civile in difesa della sanità pubblica”, delinea una serie di richieste fondamentali:
- Finanziamento adeguato del SSN.
- Potenziamento del personale sanitario.
- Riorientamento dei fondi sanitari integrativi per evitare disparità.
- Riorganizzazione delle cure primarie con un ruolo centrale dei Distretti sociosanitari e delle Case della comunità.
- Attuazione della riforma per la non autosufficienza, con priorità alla domiciliarità e al governo pubblico.
- Governance dell’assistenza farmaceutica.
- Promozione dell’approccio One health per contrastare i determinanti ambientali, sociali e commerciali della salute.
- Esclusione della sanità dall’autonomia differenziata.
- Garanzia dei Livelli essenziali di assistenza e prestazioni, con risorse certe e meccanismi perequativi.
- Rafforzamento del ruolo del Parlamento a tutela dell’universalità dei diritti sanitari in tutta Italia.
Le voci degli esperti
Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto Mario Negri, ha sottolineato l’importanza di formare i dirigenti del SSN attraverso l’istituzione della Scuola Superiore di Sanità e di aumentare gli stipendi per trattenere medici e infermieri nel servizio pubblico. Ha inoltre auspicato una revisione sistematica del Prontuario Terapeutico Nazionale da parte di un comitato indipendente presso l’Aifa.
Don Virginio Colmegna, presidente di Prima la comunità, ha evidenziato la necessità di una svolta culturale, passando dalla sanità alla salute come diritto universale. Ha sottolineato l’importanza di rafforzare il sistema pubblico e integrare servizi sanitari e sociali, in un contesto segnato da spinte alla privatizzazione. “Le politiche di salute sono politiche sociali”, ha affermato.
L’importanza della prevenzione e del territorio
Il manifesto pone un forte accento sulla prevenzione e sulla necessità di rafforzare i servizi territoriali. Le Case della comunità e i Distretti sociosanitari sono visti come pilastri fondamentali per garantire una presa in carico globale della persona, promuovendo la salute e prevenendo le malattie.
L’approccio One health, che considera la salute umana, animale e ambientale interconnesse, è promosso come strumento per affrontare le sfide sanitarie del XXI secolo, come le pandemie e la resistenza agli antibiotici.
Un appello al Parlamento
Le organizzazioni firmatarie del manifesto chiedono al Parlamento di svolgere un ruolo attivo nella tutela dell’universalità dei diritti sanitari, garantendo che tutte le regioni italiane abbiano accesso alle stesse prestazioni e che siano allocate risorse adeguate per il finanziamento del SSN.
L’esclusione della sanità dall’autonomia differenziata è considerata una priorità per evitare la creazione di sistemi sanitari regionali di serie A e di serie B, che minerebbero il principio di uguaglianza nell’accesso alle cure.
Un impegno condiviso per il futuro del SSN
La presentazione di questo patto rappresenta un segnale importante di mobilitazione della società civile in difesa della sanità pubblica. La partecipazione di oltre 140 organizzazioni testimonia una crescente preoccupazione per il futuro del SSN e la volontà di contribuire attivamente alla sua ricostruzione. Sarà fondamentale monitorare l’impatto di questa iniziativa e la risposta delle istituzioni alle richieste avanzate nel manifesto, affinché si possa realmente invertire la tendenza al declino del sistema sanitario pubblico e garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute.
