Una scoperta inaspettata: l’amore di Trudie Styler per Napoli
Trudie Styler, regista, attrice e produttrice britannica, ha confessato di essersi innamorata di Napoli durante la realizzazione del suo documentario ‘Posso entrare? An Ode to Naples’. Presentato all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, il film è un omaggio alla città partenopea, nata da un’inaspettata rivelazione. “Non conoscevo affatto la città”, ha ammesso Styler, nonostante i suoi frequenti viaggi in Italia. La proposta di Rai Cinema e Mad Entertainment è stata l’occasione per immergersi in questa realtà complessa e vitale, sentendosi “come davanti a una tela immacolata, con solo il desiderio di capire questa città”.
‘Posso entrare?’: un invito all’ascolto e alla fiducia
Il titolo del documentario nasce dalla consuetudine della regista di bussare a porte e finestre nei vicoli di Napoli, chiedendo il permesso di entrare e ascoltare. “Mi sentivo sempre rispondere: ‘Sì, entra, vieni'”, ha raccontato Styler. Questa frase è diventata il cuore del film, aprendo uno spazio di fiducia e dialogo con gli abitanti, desiderosi di condividere le proprie storie, i bisogni e i sogni. Il documentario si compone di molteplici voci, dalla casalinga alla guantaia, passando per Norma, ex campionessa di nuoto, che ricorda la Napoli durante la seconda guerra mondiale.
Voci di resistenza e rinascita civile
Il documentario di Trudie Styler dà spazio anche ai volti noti della lotta alla camorra e del “rinascimento civile” napoletano. Tra questi, Padre Antonio Loffredo, il parroco che ha rivoluzionato il Rione Sanità, Roberto Saviano, Alessandra Clemente, consigliera comunale che ha perso la madre a causa della criminalità organizzata, e le attiviste di Forti Guerriere, impegnate contro la violenza domestica. Queste testimonianze offrono uno spaccato della resilienza e dell’impegno civile che animano la città.
Un’ode musicale a Napoli: Clementino e Sting
La sequenza d’apertura del documentario è affidata al rapper Clementino, che ripercorre 3000 anni di storia napoletana in un brano di 3 minuti. Un altro momento musicale significativo è rappresentato dal cameo di Sting, che suona una chitarra costruita con il legno dei barconi dei migranti sotto le finestre del carcere di Secondigliano. La regista ha confidato che non è stato difficile convincere il marito a partecipare, sottolineando il loro comune impegno in campagne umanitarie.
Un ritratto autentico e appassionato di Napoli
‘Posso entrare? An Ode to Naples’ è un’opera che va oltre il semplice documentario, offrendo un ritratto autentico e appassionato di una città complessa e affascinante. Trudie Styler, con la sua sensibilità e il suo sguardo attento, è riuscita a catturare l’anima di Napoli, dando voce ai suoi abitanti e celebrando la loro resilienza, la loro umanità e la loro profonda cultura.
