La rinuncia e le motivazioni
Kamel Daoud, autore algerino di fama internazionale, ha annunciato la sua rinuncia a partecipare di persona alla Milanesiana, la rassegna culturale ideata da Elisabetta Sgarbi. La decisione è stata presa a seguito di una serie di accuse e minacce ricevute in relazione al suo ultimo romanzo, ‘Urì’, in uscita il 17 giugno per La nave di Teseo. L’autore interverrà comunque in videocollegamento durante la serata del 16 giugno a Pavia.
In una lettera aperta pubblicata dal Corriere della Sera, Daoud ha spiegato che il suo romanzo è diventato oggetto di controversie, paragonato addirittura ai ‘Versi satanici’ per il modo in cui affronta temi delicati come la memoria e il decolonialismo. In particolare, gli viene contestato di aver scritto sulla guerra civile algerina (1992-2002), un argomento ancora oggi tabù nel suo paese a causa di una legge che vieta di fatto la critica e la rievocazione di quel periodo.
‘Urì’: un romanzo scomodo
‘Urì’ è un’opera che esplora le ferite ancora aperte della guerra civile algerina, un conflitto che ha causato circa 200.000 morti. Daoud, attraverso la sua scrittura, cerca di dare voce alle vittime e di affrontare le responsabilità di un passato che continua a pesare sul presente del paese. Tuttavia, questo suo impegno gli ha attirato critiche e accuse, portandolo a rinunciare alla presenza fisica in Italia per motivi di sicurezza.
L’autore denuncia una sorta di ‘rendita memoriale’ che, a suo dire, ha trasformato la memoria della decolonizzazione algerina in uno strumento di potere per alcuni. Daoud rivendica il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni e di raccontare la storia del suo paese senza censure o condizionamenti.
Un appello alla libertà di espressione
Nella sua lettera, Kamel Daoud lancia un appello appassionato alla difesa della libertà di espressione, sottolineando come la rinuncia a proteggere gli scrittori e i libri possa portare a una progressiva erosione delle libertà individuali. “L’autodafé dei libri non inizia con il fuoco, ma con l’indifferenza al destino degli scrittori”, scrive Daoud, invitando i lettori a non rimanere indifferenti di fronte alle minacce alla libertà di pensiero.
Nonostante la rinuncia alla presenza fisica, Daoud promette di venire in Italia in futuro e sottolinea l’importanza del suo libro ‘Urì’, un’opera che racconta “come si torna alla vita dopo la morte e come le donne incarnano le nostre tragedie e i nostri talenti nelle nostre lotte per restare liberi”.
Gli appuntamenti in programma
Nonostante l’assenza fisica di Kamel Daoud, la Milanesiana manterrà gli appuntamenti previsti con l’autore. Il 16 giugno, Daoud interverrà in videocollegamento durante la serata a Pavia, che vedrà la partecipazione anche di Hadley Freeman, Andrea Moro e Giulia Caminito. La serata si concluderà con il concerto Unlimited di Enrico Pieranunzi Trio.
Inoltre, il 17 giugno, giorno dell’uscita del romanzo ‘Urì’, Daoud interverrà sempre in collegamento all’Istituto Francese di Milano con Alessandra Coppola. Infine, il 18 giugno, si collegherà con Carmine Pinto per il festival Salerno Letteratura.
Un campanello d’allarme per la libertà di espressione
La vicenda di Kamel Daoud rappresenta un campanello d’allarme per la libertà di espressione, non solo in Algeria ma in tutto il mondo. Le minacce e le accuse rivolte all’autore dimostrano come, ancora oggi, la libertà di raccontare storie scomode e di affrontare temi delicati possa essere messa a rischio. È fondamentale sostenere gli scrittori e gli intellettuali che, con il loro lavoro, contribuiscono a tenere viva la memoria e a promuovere il dibattito pubblico.
