La cronaca della fuga: un ritardo fatale

Carla Zambelli, deputata brasiliana con cittadinanza italiana, è atterrata all’aeroporto di Roma Fiumicino giovedì alle 11:00, proveniente da Miami. La donna, condannata in Brasile a 10 anni di reclusione per l’hackeraggio del sistema informatico del Consiglio nazionale di giustizia, non figurava ancora nella lista dei ricercati dell’Interpol. Il suo nome è stato inserito solo alle 12:45, quasi due ore dopo il suo arrivo. Questo ritardo ha permesso alla Zambelli di superare indenne i controlli e di far perdere le proprie tracce sul territorio italiano.

Le reazioni politiche: l’opposizione all’attacco

L’episodio ha immediatamente scatenato polemiche da parte dell’opposizione italiana. Angelo Bonelli (Avs) ha chiesto al ministro dell’Interno, Piantedosi, di fornire chiarimenti sulla vicenda. Bonelli ha sollevato dubbi sulla gestione della situazione, chiedendo come sia stato possibile che la Zambelli, nonostante la condanna e la conoscenza del suo imminente arrivo in Italia, non sia stata sottoposta a sorveglianza. Il deputato del PD, Fabio Porta, ha sollecitato l’attivazione delle procedure di estradizione previste dall’accordo tra Italia e Brasile, sottolineando che la doppia cittadinanza non deve rappresentare un’immunità.

Le indagini in Brasile e le dichiarazioni di Bolsonaro

Nel frattempo, in Brasile, il giudice della Corte suprema Alexandre de Moraes ha aperto una nuova inchiesta nei confronti della Zambelli per presunti reati di coercizione e ostacolo alle indagini. L’ex presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, affermando di aver seguito il caso solo attraverso i media e di non aver fornito alcun sostegno finanziario alla deputata.

La posizione dell’Italia e le difficoltà di estradizione

La Zambelli, dopo la condanna, aveva lasciato il Brasile per la Florida, approfittando del fatto che la sentenza non era ancora esecutiva. Successivamente, si è diretta in Italia. Qualora le forze dell’ordine italiane dovessero rintracciare la Zambelli, l’estradizione in Brasile non sarebbe automatica, soprattutto in considerazione della sua cittadinanza italiana. La Costituzione italiana, infatti, pone dei limiti all’estradizione di cittadini italiani verso paesi che non appartengono all’Unione Europea.

L’ipotesi del Veneto e le domande irrisolte

Angelo Bonelli ha ipotizzato che la Zambelli possa trovarsi in Veneto. Restano aperti interrogativi cruciali: perché non è stata disposta una vigilanza sulla deputata, nonostante la conoscenza del suo viaggio e dell’imminente emissione della ‘red notice’ dell’Interpol? Come è possibile che, ad oggi, non si conosca la sua attuale posizione sul territorio italiano?

Riflessioni sulla vicenda Zambelli: un caso che solleva interrogativi sull’efficienza della cooperazione internazionale

Il caso Zambelli mette in luce le criticità nella cooperazione internazionale in materia di giustizia e sicurezza. Il ritardo nell’inserimento del nome della deputata nella lista dei ricercati dell’Interpol ha permesso la sua fuga, sollevando interrogativi sull’efficienza dei sistemi di comunicazione tra le autorità brasiliane e italiane. La vicenda evidenzia, inoltre, la necessità di un’attenta valutazione dei rischi e di un’adeguata pianificazione delle misure di sorveglianza nei confronti di individui condannati per reati gravi, soprattutto quando vi è la possibilità di una fuga all’estero. Infine, il caso Zambelli ripropone il tema della doppia cittadinanza e dei suoi effetti sull’estradizione, un tema delicato che richiede una riflessione approfondita a livello giuridico e politico.

Di veritas

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