Un omaggio alla memoria e alla legalità
Stamattina a Capaci (Palermo) è stato inaugurato un murale toccante, realizzato dall’artista Igor Scalisi Palminteri, che ritrae gli agenti della Polizia di Stato Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, membri della scorta di Giovanni Falcone, tragicamente scomparsi nella strage di Capaci. L’opera d’arte urbana si inserisce in un progetto più ampio, denominato ‘Le Strade da seguire’ promosso dalla Fondazione Federico II, con l’obiettivo di creare un percorso artistico e commemorativo in tutta la Sicilia, volto a rafforzare la cultura della legalità e a onorare la memoria di coloro che hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro la mafia.
Le emozioni dei familiari delle vittime
Maria Falcone, sorella del giudice assassinato, ha espresso la sua commozione di fronte all’opera: “Si tratta di una pugnalata che si rinnova, perché questi volti sembrano assolutamente veri, ma siamo veramente felici che vengano ricordati attraverso questa opera”. Ha inoltre sottolineato i progressi compiuti dalla società civile rispetto al passato, quando le sirene delle scorte suscitavano fastidio e lamentele.Tina Montinaro, vedova di Antonio, ha condiviso il suo dolore, ancora vivo dopo 33 anni: “Davanti a questo non c’è altro che dolore. Lo stesso dolore che si riprova sempre anche dopo 33 anni. Però è importante che tutti loro siano ricordati perché d’esempio per i giovani e per capire quanto è determinante lavorare per liberare la Sicilia dalla mafia”.
Un messaggio per le nuove generazioni
Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, ha ribadito l’importanza di ricordare non solo figure emblematiche come Falcone e Borsellino, ma anche tutti coloro che hanno combattuto la mafia a costo della propria vita: “Oggi ricordiamo le vittime della strage di Capaci ed in particolare gli agenti Montinaro, Dicillo e Schifani, perché è vero che i nostri fari sono eroi come Falcone e Borsellino, ma ci sono state altre persone che hanno sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia”. Galvagno ha sottolineato la necessità di contrastare narrazioni distorte che dipingono la Sicilia come terra di mafia, ribadendo che la regione è fatta anche di uomini e donne coraggiose come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Boris Giuliano e Rosario Livatino.
Un progetto in espansione
Il presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II ha annunciato che numerose amministrazioni comunali hanno manifestato interesse ad aderire al progetto, richiedendo l’installazione di “questi presidi di memoria e legalità nelle loro comunità”. L’iniziativa si propone quindi di diffondere un messaggio di speranza e di impegno civile in tutto il territorio siciliano.
Le autorità presenti all’inaugurazione
All’inaugurazione del murale erano presenti numerose autorità civili e militari, tra cui il sindaco di Capaci, Pietro Puccio, il questore di Palermo, Maurizio Calvino, il deputato regionale Mario Giambona, il colonnello Ivan Boracchia, comandante del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri di Palermo, il capitano Luca Merella, Comandante della compagnia carabinieri di Carini, e l’artista Igor Scalisi Palminteri, oltre ad alcuni sindaci del comprensorio.
Un’opera d’arte che parla al cuore
Il murale di Igor Scalisi Palminteri a Capaci è molto più di una semplice opera d’arte: è un potente simbolo di memoria, di impegno civile e di speranza. Ricordare il sacrificio degli agenti della Quarto Savona Quindici è fondamentale per onorare la loro memoria e per trasmettere alle nuove generazioni i valori della legalità e della giustizia. L’iniziativa della Fondazione Federico II di creare una “via dell’arte e degli eroi” rappresenta un modo efficace per sensibilizzare la comunità e per contrastare la cultura mafiosa, promuovendo un futuro di libertà e di progresso per la Sicilia.
