La Lega Frena sulla Riforma della Cittadinanza
Il decreto che mira a riformare la cittadinanza italiana, ancorandola al principio dello ius sanguinis, si trova a un punto cruciale, con il primo voto al Senato imminente. Tuttavia, la Lega sembra manifestare crescenti preoccupazioni riguardo alle possibili ripercussioni sui figli degli emigrati italiani all’estero. Questi timori derivano dal fatto che molti di questi individui, pur vivendo all’estero, mantengono forti legami con l’Italia, avendo nonni e genitori originari del nord del paese. La Lega non ha nascosto le sue “pesanti riserve” sul provvedimento governativo, e un membro leghista della commissione Affari costituzionali ha persino espresso il suo dissenso non partecipando al voto.
Dubbi Condivisi e Lealtà di Facciata
Nonostante le riserve espresse, il partito di Matteo Salvini ha assicurato lealtà e ha confermato che voterà a favore del decreto in Aula, rispondendo alle sollecitazioni del partito di Giorgia Meloni. Tuttavia, i dubbi persistono e sono condivisi dal Maie, il movimento degli italiani all’estero, che solitamente si schiera con la maggioranza, ma questa volta si dichiara pronto a votare contro il decreto. Questo scenario evidenzia una spaccatura interna alla coalizione di governo, con posizioni divergenti su una questione delicata come la cittadinanza.
Il Ritorno del Decreto Sicurezza e le Tensioni Interne
Un altro tema spinoso all’interno del centrodestra è il decreto sicurezza, da sempre promosso dalla Lega. Dopo essere stato osteggiato dalle opposizioni e aver ricevuto riserve dal Quirinale sulle norme più controverse, il decreto è stato trasformato da disegno di legge a decreto ed è ripartito alla Camera. Per evitare ulteriori intoppi, il centrodestra ha deciso di accelerare il processo e di blindarsi, convocando una riunione di coalizione e concordando di ritirare i propri emendamenti. Tuttavia, il parere del Consiglio superiore della magistratura, che critica l’eccessivo ricorso al penale e il carico di lavoro che imporrebbe ai tribunali, aggiunge ulteriori elementi di complessità.
Sfiducia Reciproca e Divergenze Politiche
Questi episodi sembrano rivelare una reciproca sfiducia tra gli alleati di governo. Si vocifera di tensioni tra forzisti e meloniani sulla politica internazionale, e di divergenze tra il ministro Tajani e la premier Meloni sulla gestione dei temi più delicati. Inoltre, Fratelli d’Italia e Lega sembrano guardinghi l’uno verso l’altro, rispettivamente sul decreto sicurezza e sulla cittadinanza. Proprio su quest’ultimo provvedimento, le divergenze erano già emerse in passato, portando a scontri aperti tra leghisti e azzurri.
La Questione della Doppia Cittadinanza
Uno dei punti più controversi riguarda lo stop all’acquisizione della cittadinanza italiana per i figli di emigrati all’estero, che sarebbe ammessa solo per chi ha ascendenti “esclusivamente” italiani e per due generazioni. Questo escluderebbe la doppia cittadinanza per la maggior parte dei connazionali residenti all’estero. Un ulteriore ostacolo è rappresentato dal parere negativo del ministero dell’Economia su un emendamento di FdI che imponeva il certificato di conoscenza dell’italiano per mantenere la cittadinanza, sollevando preoccupazioni sui costi aggiuntivi e sulle possibili disparità.
Riflessioni sulla Coesione Governativa
Le tensioni emerse attorno alla riforma della cittadinanza e al decreto sicurezza sollevano interrogativi sulla coesione interna alla maggioranza di governo. La difficoltà nel trovare un equilibrio tra le diverse sensibilità politiche rischia di compromettere l’efficacia dell’azione governativa e di alimentare un clima di incertezza. Sarà fondamentale che le forze di maggioranza sappiano superare le divergenze e trovare un terreno comune per affrontare le sfide del paese.
