Scadenza imminente per l’adeguamento degli autovelox
Il panorama degli autovelox in Italia è in fermento. Con la data del 12 giugno che si avvicina rapidamente, i comuni di tutta la penisola sono chiamati ad adeguarsi alle nuove regole stabilite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) nel corso del 2024. Queste normative, fortemente volute dal ministro Salvini, mirano a regolamentare la collocazione e l’omologazione degli strumenti di rilevazione automatica della velocità, introducendo criteri più stringenti e trasparenti.
Tuttavia, l’implementazione di queste nuove regole non è esente da ostacoli. Il dibattito tra il Mit e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) riguardo al decreto sull’omologazione degli apparecchi ha generato incertezza e confusione tra gli enti locali, che si trovano ora a dover navigare in un quadro normativo complesso e in evoluzione.
Il rischio di un crollo dei proventi da multe
Il Codacons ha lanciato un allarme riguardo alle possibili conseguenze economiche di questa situazione. L’associazione dei consumatori sottolinea come il “caos giurisprudenziale” in tema di omologazione degli autovelox rischi di provocare un crollo verticale dei proventi derivanti dalle multe stradali, entrate che rappresentano una fonte di finanziamento significativa per molti comuni italiani.
Nel 2023, le sanzioni elevate tramite autovelox hanno garantito alle principali 20 città italiane incassi complessivi superiori a 65 milioni di euro. Tuttavia, la sentenza della Cassazione che ha dichiarato illegittimi gli apparecchi approvati ma non omologati potrebbe rappresentare una “tagliola di proporzioni abnormi”, mettendo a rischio oltre 40 milioni di euro di sanzioni solo nelle grandi città.
Secondo i dati del Codacons, il 59,4% degli autovelox fissi installati lungo le strade italiane è stato validato prima del 2017, data che funge da spartiacque in materia di omologazione. Per quanto riguarda gli autovelox mobili, la percentuale sale addirittura al 67,2%. Questo significa che una parte consistente degli strumenti utilizzati per rilevare la velocità potrebbe essere considerata non conforme alle nuove normative, con conseguenti ripercussioni sulle entrate comunali.
Le nuove regole per la collocazione degli autovelox
Oltre alla questione dell’omologazione, i comuni dovranno fare i conti con le nuove regole stabilite dal decreto autovelox del Mit, che impongono criteri più rigorosi per la collocazione degli apparecchi. In base a queste disposizioni, spetterà ai Prefetti stabilire i tratti stradali in cui sarà possibile installare gli autovelox, e ciò avverrà solo in presenza di determinate condizioni, quali:
- Elevata incidentalità dovuta all’eccesso di velocità nel quinquennio precedente.
- Impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata della violazione.
- Velocità dei veicoli in transito mediamente superiore ai limiti consentiti.
Il decreto prevede inoltre regole più stringenti in materia di distanza tra un apparecchio e l’altro, segnaletica agli automobilisti e limiti di velocità, con l’obiettivo di garantire una maggiore trasparenza e uniformità nell’applicazione delle sanzioni.
Il rischio di un’estate senza autovelox sulle strade delle vacanze
Assoutenti ha espresso preoccupazione per le possibili conseguenze di questa situazione sulle strade delle vacanze. L’associazione dei consumatori evidenzia come, in assenza di regole certe, molte strade potrebbero ritrovarsi senza autovelox durante l’estate, con potenziali ripercussioni sulla sicurezza stradale.
L’esempio del Salento, meta turistica molto ambita, è emblematico. In questa zona, i comuni hanno registrato incassi fino a 23 milioni di euro all’anno grazie alle sanzioni elevate tramite gli autovelox installati sulle strade che collegano i vari paesi. Anche lungo la strada statale 372 Telesina e sul percorso Rovereto-Garda sono state segnalate numerose postazioni autovelox, che potrebbero ora essere disattivate in caso di mancato adeguamento alle nuove normative.
Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha sottolineato come i comuni che adotteranno apparecchi non omologati rischieranno una “raffica di ricorsi” da parte degli automobilisti, con conseguenze negative sia sul fronte della sicurezza stradale sia sulle casse degli enti locali. La situazione appare quindi complessa e delicata, con il rischio di un’estate all’insegna del caos sulle strade italiane.
Un equilibrio difficile tra sicurezza stradale e finanze comunali
La questione degli autovelox solleva un interrogativo cruciale: come bilanciare l’esigenza di garantire la sicurezza stradale con la necessità per i comuni di mantenere entrate stabili? Le nuove normative, pur mirando a una maggiore trasparenza e uniformità, rischiano di penalizzare gli enti locali che hanno fatto affidamento sui proventi delle multe per finanziare servizi essenziali. È fondamentale che il governo e gli enti locali collaborino per trovare soluzioni che tutelino sia la sicurezza dei cittadini sia la sostenibilità finanziaria dei comuni, magari attraverso investimenti in infrastrutture e campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale.
