Le Radici Antiche del Bartending: Un Servizio che Valica i Secoli
La professione del bartender ha radici profonde che risalgono alle civiltà greca e romana. In quei tempi, chi si occupava di servire bevande non era semplicemente un dispensatore, ma una figura centrale nella società. Spesso, il bartender era anche il proprietario della locanda, responsabile della gestione, della produzione e del servizio ai clienti. Questi locali, situati lungo le rotte di viaggiatori e mercanti, hanno subito un’evoluzione straordinaria nel corso della storia, trasformandosi da ambienti esclusivi a luoghi d’incontro accessibili a tutte le classi sociali.
Jerry Thomas: Il Padre della Mixology e l’Ascesa del Bartender Moderno
Un contributo fondamentale all’evoluzione della figura del bartender è stato dato da Jerry Thomas, considerato il primo grande bartender. Grazie a lui, il mestiere ha acquisito una nuova dimensione, diventando un’esperienza d’intrattenimento e una carriera ambita. Come afferma Alberto Birollo, drinksetter di Anthology by Mavolo, “Essere un bartender non significa solo servire drink, ma creare connessioni e momenti indimenticabili con i propri clienti attraverso l’arte della mixology. Ogni cocktail racconta una storia e un’emozione da condividere con gli amici al bar”.
Il Bartender Oggi: Tra Arte, Spettacolo e Innovazione
Oggi, il bartender è molto più di un semplice esecutore di ricette. È un esperto nella preparazione dei drink, una presenza carismatica dietro il bancone, capace di trasformare il suo lavoro in uno spettacolo. L’arte del bartending e della mixology hanno raggiunto livelli senza precedenti, con un crescente interesse dei consumatori per i drink e un accesso a prodotti esclusivi e di nicchia. Questo ha portato la figura del barman ad acquisire un valore prestigioso, rendendola una delle più carismatiche della società moderna.
10 Curiosità Inaspettate sulla Professione del Bartender
- Le origini: Il lavoro di barista nasce tra il 700 e il 500 a.C., con la preparazione e il servizio di vino e birra artigianale.
- L’affermazione: Nel XV secolo, la professione diventa più accettata e ben pagata in Europa, soprattutto in Francia, Germania, Irlanda e Inghilterra.
- Le prime novità: Nel 1832, la legge Pioneer Inn and Tavern legalizza le taverne negli Stati Uniti, permettendo la vendita di alcolici anche a chi non pernottava.
- Il manuale: Nel 1862, Jerry Thomas pubblica “The Bon Vivant’s Companion”, il primo libro di cocktail che diventa la guida essenziale per il bartending.
- La clandestinità: Durante il proibizionismo (1920-1933), nasce la distillazione illegale di alcol, nota come “moonshine”.
- La nascita della mixology: Al termine del proibizionismo, Ernest Raymond Beaumont Gantt, alias Donn Beach, è considerato uno dei padri della mixology e l’inventore del cocktail Tiki.
- Le scuole di formazione: Dopo il 1933, emergono le scuole di bartender per rispondere alla crescente domanda di professionisti qualificati.
- L’associazione internazionale ufficiale: Nel 1951 nasce l’International Bartender Association a Torquay, Regno Unito, per promuovere la cultura del beverage.
- Gli strumenti: I primi shaker utilizzati dai bartender avevano la forma di un pinguino.
- I cocktail moderni: Il famoso drink Bellini è stato creato dal bartender Giuseppe Cipriani, che lo chiamò così per il colore rosato simile alla toga di un santo ritratto da Giovanni Bellini.
Un Mestiere in Continua Evoluzione: Tra Tradizione e Innovazione
La professione del bartender continua a evolversi, mantenendo un legame con le sue radici storiche ma abbracciando al contempo l’innovazione e le nuove tendenze. La figura del bartender moderno è un mix di competenze tecniche, creatività e capacità relazionali, capace di offrire ai clienti un’esperienza unica e indimenticabile.
