Ristorazione collettiva: un pilastro invisibile ma essenziale
La ristorazione collettiva, spesso sottovalutata, rappresenta un servizio indispensabile per garantire la continuità di servizi pubblici essenziali. Tuttavia, secondo Carlo Scarsciotti, presidente dell’Osservatorio ristorazione collettiva e nutrizione (Oricon), le istituzioni hanno oscillato tra una scarsa attenzione e un eccesso di interesse mal calibrato nei confronti del settore. Durante l’evento ‘Ristorazione collettiva: un settore strategico tra pressione normativa e opportunità di crescita’, tenutosi a Roma, Scarsciotti ha sottolineato l’importanza di trovare una ‘giusta misura’ per supportare adeguatamente questo comparto.
L’invisibilità durante la pandemia e l’eccesso di regolamentazione
Scarsciotti ha evidenziato come, anche durante la pandemia, il settore della ristorazione collettiva sia rimasto ‘invisibile’, pur continuando a operare incessantemente per fornire pasti ai servizi pubblici essenziali. Ha elogiato la resilienza e la capacità di adattamento del settore, ma ha anche criticato l’eccessiva attenzione espressa attraverso una serie frammentata ed eterogenea di interventi regolatori. ‘Leggi, decreti ministeriali, linee di indirizzo ed altro, nei quali la ristorazione collettiva venga solo percepita come un mercato di sbocco, a portata di mano, orientabile, preferenziale, organizzato, costante, continuo’, ha spiegato Scarsciotti, evidenziando come questa percezione porti a una regolamentazione disorganica.
Il problema della coerenza normativa
Il presidente di Oricon ha sollevato preoccupazioni riguardo alla mancanza di un filo conduttore coerente nelle normative. Ha citato l’esempio dell’introduzione dei prodotti biologici nelle mense scolastiche, un’iniziativa pionieristica del settore, ma ha avvertito che l’eccesso di regole ha portato a una ‘matassa inestricabile e disorganica di norme’. Scarsciotti ha criticato l’assenza di una verifica preventiva sulla fattibilità delle normative, sottolineando che l’imposizione di requisiti come l’obbligo di includere il 50% di prodotti biologici nei pasti scolastici dovrebbe essere preceduta da un’analisi accurata della disponibilità della materia prima nel lungo periodo. ‘Le leggi devono essere applicabili’, ha affermato, evidenziando il rischio di nullità dei decreti non supportati da una reale possibilità di attuazione.
Verso un futuro di sicurezza e continuità
L’intervento di Scarsciotti si è concluso con un appello alla costruzione di uno scenario futuro in cui la ristorazione collettiva possa operare in un contesto di sicurezza e continuità del servizio. Ha ribadito l’importanza di calibrare una ‘giusta misura’ nell’approccio istituzionale, evitando sia la negligenza che l’eccesso di regolamentazione. Solo così, secondo il presidente di Oricon, sarà possibile valorizzare appieno il ruolo strategico del settore e garantire un supporto efficace ai servizi pubblici essenziali.
Un equilibrio necessario per il futuro della ristorazione collettiva
Le parole di Carlo Scarsciotti evidenziano una problematica cruciale: la necessità di un approccio istituzionale equilibrato e informato verso la ristorazione collettiva. È fondamentale che le normative siano basate su dati concreti e sulla reale fattibilità, evitando di imporre oneri eccessivi che potrebbero compromettere la qualità e la continuità del servizio. Un dialogo costruttivo tra istituzioni e operatori del settore è essenziale per costruire un futuro sostenibile e efficiente per la ristorazione collettiva.
