
Tajani replica alle polemiche sulla telefonata Salvini-Vance
In risposta alle domande dei giornalisti a margine di una conferenza stampa a Roma, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affrontato la questione della telefonata tra il vicepremier e Ministro dei Trasporti Matteo Salvini e il vicepresidente degli Stati Uniti Vance. Tajani ha chiarito che non percepisce tale conversazione come una violazione delle sue prerogative, sottolineando che è normale che i ministri parlino con i loro omologhi internazionali.
La politica estera rimane saldamente nelle mani del Ministero degli Esteri
Tajani ha ribadito con fermezza che la politica estera è di competenza del Ministero degli Esteri e del Presidente del Consiglio. Ha affermato di non sentirsi mai scavalcato da nessuno, in quanto è il suo ministero a gestire le relazioni internazionali. Ha aggiunto che è consuetudine per lui parlare con tutte le autorità straniere, dai capi di Stato ai capi di governo.
Nessun problema se Salvini parla di trasporti con Vance
Il Ministro degli Esteri ha minimizzato l’importanza della telefonata tra Salvini e Vance, affermando che non c’è nulla di male se il vicepresidente del Consiglio responsabile dei trasporti parla di questioni relative ai trasporti con rappresentanti di altri paesi. Ha specificato che la conversazione riguardava anche le Olimpiadi, un tema pertinente al ruolo di Salvini come Ministro dei Trasporti.
Un tentativo di smorzare le tensioni?
Le dichiarazioni di Tajani sembrano volte a smorzare le polemiche e le speculazioni su possibili tensioni all’interno del governo. Affermando di non sentirsi scavalcato e sottolineando la normalità dei contatti tra ministri di diversi paesi, Tajani cerca di presentare un’immagine di unità e coordinamento all’interno dell’esecutivo.
Un segnale di equilibrio istituzionale
Le parole di Tajani, pur volte a minimizzare l’episodio, sottolineano l’importanza di rispettare le competenze di ciascun ministero e di mantenere un coordinamento efficace nella politica estera. La sua affermazione che la politica estera è decisa dal Presidente del Consiglio e dal Ministro degli Esteri ribadisce un principio fondamentale dell’organizzazione istituzionale italiana.