
La denuncia di Nicola Di Ceglie (Slc-Cgil)
Nicola Di Ceglie, della segreteria nazionale Slc-Cgil per l’area servizi postali, ha espresso forte disapprovazione per la gestione dell’accordo separato sulla riorganizzazione in Poste Italiane. Secondo Di Ceglie, la decisione di creare tavoli separati, di cui uno considerato “finto”, con Slc e Uilposte, senza dare alle stesse organizzazioni l’opportunità di contribuire attivamente, rappresenta un fatto gravissimo.
La sparizione formale dal verbale di accordo
Di Ceglie ha inoltre sottolineato come sia ancora più grave la formale sparizione di Slc e Uilposte dal verbale di accordo. Questo, a suo dire, costituisce una mancanza di rispetto verso la rappresentanza sindacale, in un’azienda partecipata con il contributo pubblico.
Violazione dei principi democratici e possibili conseguenze
Di Ceglie ha ammonito che nessuno può arrogarsi il diritto di far sparire due organizzazioni confederali dalla dialettica relazione. Ha inoltre avvertito che questo atto avrà conseguenze, in quanto si è in uno stato di diritto e la democrazia è tutelata dalla Costituzione.
Il ruolo di Poste Italiane e la partecipazione pubblica
Poste Italiane è una società per azioni partecipata dallo Stato, che fornisce servizi postali, finanziari, assicurativi e di telecomunicazione in Italia. La sua importanza nel tessuto economico e sociale del paese è notevole, e le sue decisioni strategiche hanno un impatto significativo su milioni di cittadini e lavoratori. La partecipazione pubblica implica una maggiore responsabilità in termini di trasparenza e rispetto dei diritti dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.
Riflessioni sull’importanza del dialogo sociale
La vicenda sollevata dalla Slc-Cgil evidenzia l’importanza cruciale del dialogo sociale e del rispetto della rappresentanza sindacale nelle aziende partecipate dallo Stato. Escludere le organizzazioni sindacali dai processi decisionali non solo mina la democrazia interna, ma rischia anche di compromettere la qualità delle decisioni prese, in quanto si priva l’azienda del contributo di voci importanti e rappresentative dei lavoratori. È auspicabile che Poste Italiane riveda il proprio approccio e ripristini un dialogo costruttivo con tutte le organizzazioni sindacali, nel rispetto dei principi democratici e dei diritti dei lavoratori.